Time Zones, un mese di musiche possibili a Bari

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E’ stata presentata ufficialmente alla stampa la XXXI edizione di Time Zones, la rassegna di musiche possibili diventata in 30 anni fiore all’occhiello e patrimonio della nostra città. Il Festival ha sempre privilegiato artisti e produzioni di nicchia, portando a Bari tanti musicisti (e non solo) che hanno connotato la manifestazione come una delle più importanti e significative a livello internazionale. Negli ultimi anni, senza mai abbassare la guardia, l’associazione è andata incontro a sempre più crescenti difficoltà di carattere economico per il sempre minore sostegno da parte delle istituzioni, un sostegno che nel 2016 ha toccato veramente il fondo.

Ed è proprio su questo argomento che ha esordito Gianluigi Trevisi, direttore artistico e patron della kermesse: “Oggi la Regione ha messo in ginocchio il settore della cultura – ha detto Trevisi –  Il suo finanziamento è stato inferiore di oltre il 50% rispetto allo scorso anno. In verità è stata sempre una battaglia fin dal 1982, ma ora è proprio inaccettabile spostare la voce ‘cultura’ al ‘turismo’ o, peggio ancora,  nello sgabuzzino dell’intrattenimento. I politici hanno dimenticato che la cultura è strumento di crescita, fabbrica di emozioni, e che senza di essa si abbassa la qualità della vita.” Parole forti, avvalorate dai numerosi esempi di sperequazioni nelle retribuzioni di alcuni soggetti che lavorano nelle istituzioni. “E se la musica e le arti sono ineffabili – ha poi concluso – è giusto che sia riconosciuto e legittimato il nostro operato.”

L’assessore alla cultura del Comune Silvio Maselli, unico rappresentante per le istituzioni presente, ha risposto che “Tutti sono in ginocchio!” e che anche i fondi alla Regione hanno subito un taglio del 30%. Facendo due conti al bilancio del Comune, fatte salve le spese di prima necessità, per la cultura resta poco o niente. Pertanto si sta pensando di applicare anche a Bari una tassa di soggiorno che consentirebbe di rimediare circa 1.500.00 di euro che sarebbero destinati alle attività culturali sul territorio. Ma c’è dell’altro. Maselli ha invitato Trevisi a concorrere a un bando di Invitalia, l’agenzia nazionale del Ministero dell’Economia che gestisce incentivi nazionali, finanziando progetti con concreti piani di sviluppo soprattutto al Sud. Sono previsti finanziamenti consistenti, ma per poter concorrere al bando bisogna farsi impresa e produrre reddito, impegnandosi ad esportare (cultura in questo caso) e a conquistare mercati esteri. In sostanza i soldi ci sono, ma per aiutare le imprese, nel tentativo di invertire la tendenza della fuga dall’Italia.

Questa edizione di Time Zones presenta tutti i caratteri della disomogeneità; o meglio: pur nella dichiarata disomogeneità si può riconoscere quella linea di condotta delle ‘vie possibili’ della cultura in generale, e non solo della musica. Saranno quattro le sezioni che compongono la rassegna. Quella centrale prevede una panoramica sulle avanguardie, le contaminazioni e la musica elettronica: una produzione originale di Emanuele Arciuli, che inaugurerà sostanzialmente la kermesse il 21 ottobre, i giapponesi Anchorsong (sarà forte il feeling col Giappone), il duo Matmos con un quartetto d’archi diretto da Luigi Morleo, Theo Teardo (nella foto). Un’altra sezione è dedicata al pianoforte con quattro concerti fra i quali spiccano quelli di Craig Leon, fondatore dei Ramones, e Roedelius & Christopher Chaplin. Nella ‘Time Zones Literature’ si parlerà di Calvino e Borges, mentre per la ‘Time Zones Off’, un’anteprima che partirà il 14 ottobre, verrà dato spazio a giovani sperimentatori.

Anche le location sono diversificate: “Anche Cinema Royal”, la Vallisa, l’Eremo Club, il Pellicano. Gli appuntamenti sono dal 14 ottobre al 18 novembre per un totale 20 spettacoli in 16 giornate.

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