Torre Guaceto, petizione online per bloccare gli scarichi del depuratore di Carovigno

0

Può una riserva conosciuta e protetta in tutto il mondo per la sua particolarissima biodiversità essere “meta” degli scarichi di un depuratore? Sono decisamente contrari a questa ipotesi, sia pure solo temporanea, i responsabili del Consorzio di Torre Guaceto che, oltre che nelle sedi giudiziarie, ha lanciato anche una petizione online per chiedere a Nichi Vendola ed alla Regione Puglia di bloccare lo scarico del depuratore di Carovigno, realizzando al tempo stesso i lavori promessi di realizzazione di una condotta sottomarina a tutela della biodiversità di Torre Guaceto.

La vicenda è iniziata il 2 settembre scorso, quando l’Acquedotto Pugliese ha ricevuto dalla Regione l’autorizzazione all’esercizio dello scarico, ma solo in maniera provvisoria, per il periodo necessario al completamento dei lavori dello scarico definitivo, con una condotta subacquea.

A quel provvedimento il Consorzio di Torre Guaceto si è opposto con un ricorso al Tar, la cui udienza è fissata per mercoledì prossimo, 8 ottobre. Nel frattempo l’impianto è entrato in funzione regolarmente il 22 settembre.

Da quel giorno, infatti, Torre Guaceto, una delle Aree Marine Protette più importanti del Mediterraneo, inserito nella Lista Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM) quale hot-spot di biodiversità, riceve i reflui non depurati del Depuratore Consortile di Carovigno.

Il Consorzio di Torre Guaceto ha così presentato un esposto in Procura, alla Capitaneria di Porto, al Corpo forestale dello Stato e al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri. A seguito della denuncia sono stati disposti i controlli del Corpo Forestale dello Stato che hanno portato alla verifica di presunti illeciti, esposti dal Consorzio nell’esposto.

Da qui, nelle more dell’udienza dinanzi al Tar, l’iniziativa del Consorzio con una petizione online [QUI il link alla Petizione]

Peraltro l’Area Marina Protetta e Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, compresa nei territori comunali di Carovigno e Brindisi, racchiude un prezioso tratto di costa incontaminato e suggestivo dove il tempo sembra essersi fermato.

Il territorio protetto si estende per un tratto di costa lungo 8 km. L’ultima costruzione realizzata dall’uomo su queste coste è la Torre di Guaceto, costruita nel 1500 dagli Aragonesi, come avamposto di avvistamento contro le invasioni dei turchi. La torre domina da un alto promontorio sospeso sul mare, la Riserva, un territorio dalla sorprendente biodiversità: dalle terre interne degli ulivi secolari  che occupano una superficie di circa 260 ettari , veri e propri boschi di sculture viventi, interrotti solo da ingegnosi muretti a secco e sinuosi tratturi, alle alte dune a picco sul mare, costellate d’estate da bianchi gigli e sormontate da ginepri secolari, per scendere verso la macchia mediterranea retrodunale, ricca di racconti ed essenze.

Un posto poco idoneo alla ricezione degli scarichi non depurati dell’impianto brindisino.

Condividi
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Nessun commento

Commenta l'articolo