Trani, lo “sciame sismico” delle crociate raccontate da Antonio Musarra

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Il medioevo, le crociate, la guerra di Gerusalemme, popoli che si sono contrapposti in maniera sanguinosa nel nome di Dio. Sono passati secoli, eppure il tema è di estrema attualità. Ed analizzare fatti e percorsi del passato potrebbe perfino aiutare a comprendere il mondo che, oggi, ci circonda.

Questo pomeriggio, a partire dalle ore 18.00 presso la sala Maffuccini della Biblioteca civica “Giovanni Bovio” di Trani, l’Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi in collaborazione con il l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trani e il CIHEAM di Bari organizza l’incontro con lo storico del Medioevo Antonio Musarra e il vicepresidente del CIHEAM, Gianni Bonini, che saranno intervistati da Giuseppe Losapio per presentare il suo libro “Acri 1291. La caduta degli stati crociati”, edito da Il Mulino.

Il 18 maggio del 1291, dopo un drammatico assedio, Acri, l’opulenta capitale del regno crociato di Gerusalemme, cadeva sotto i colpi d’un giovane ma ambizioso sultano mamelucco, seguita dieci giorni dopo dal castelletto templare, teatro dell’estrema difesa cittadina. Cessava così, dopo quasi due secoli, la presenza crociata in Terrasanta. L’Occidente metabolizzò il fatto con un gran vociare e molte recriminazioni, ma senza impegnarsi attivamente per recuperare quanto perduto.

In questo libro, la fine degli stati crociati è letta nel contesto più generale dei sommovimenti che interessarono il territorio siro-palestinese nel corso del XIII secolo: un’area contesa a vario titolo fra Mongoli e Mamelucchi, Genovesi, Pisani e Veneziani, papi e imperatori, Templari e Ospitalieri, re, regine e reggenti, e difesa da nugoli di crociati sovente indisciplinati che finiranno per decretarne la rovina.

Un testo che narra quello “sciame sismico”, come lo ha definito Franco Cardini nella sua introduzione, che ridefinisce stati, istituzioni e popoli nel XII secolo che si ripercuote anche in Europa che in quel secolo vede l’inizio del raffreddamento terrestre la caduta dell’idea d’Impero a favore della momentanea vittoria del Papato. Un Mediterraneo stretto quello descritto dal giovane storico di Harvard che si rispecchia direttamente nella nostra contemporaneità dove Siria, Iraq e regione palestinese, come allora sono percorse da un sommovimento non soltanto economico, ma anche culturale e politico. Un libro che serve a comprendere le mille facce una regione del Mediterraneo a noi vicina per questo Musarra ha accettato la sfida di parlarne confrontando la geopolitica di ieri e di oggi con un esperto di geopolitica come Gianni Bonini.

Antonio Musarra è dottore di ricerca in Storia medievale e Fellow di Harvard (Villa I Tatti). Tra i suoi libri: «La guerra di San Saba» (Pacini, 2009), «Gli Italiani e la Terrasanta» (a cura di; SISMEL, 2014), «Genova e il mare nel Medioevo» (Il Mulino, 2015), «In partibus Ultramaris. I Genovesi, la crociata e la Terrasanta» (ISIME 2017).

Gianni Bonini è direttore di diverse riviste di geopolitica ed è vicepresidente del CIHEAM, organizzazione intergovernativa mediterranea che lavora per un miglioramento sostenibile dell’agricoltura e della pesca, per garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale e per lo sviluppo di territori rurali e costieri.

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Redazione
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