Trasporto pubblico locale, tanti i problemi sul tavolo del Consiglio regionale

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Un importante argomento all’ordine del giorno per il Consiglio Regionale che torna a riunirsi dopo la pausa estiva. Si è discusso, infatti, dei problemi e delle criticità del Trasporto pubblico locale.

Quali le proprità per il Governo regionale? Che fine faranno le Fse? Come risolvere i principali problemi sul tavolo? Di questo ed altro si è discusso in via Capruzzi.

In apertura di seduta c’è stata la relazione dell’assessore Giovanni Giannini che ha sottolineato come “il trasporto rappresenta per le Regioni la seconda voce di spesa dopo la Sanità”.

Entrando nel merito degli interventi infrastrutturali sulla rete ferroviaria e sul materiale rotabile finanziati con il ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2007-2013, Giannini ha riferito che “nel 2013 si è potuto accertare che non sarebbero stati completati prima del 2017. Con uno specifico Piano di Riclassificazione il mantenimento di detti servizi è stato vincolato alla progressiva entrata in esercizio delle tratte ferroviarie oggetto di intervento. Sino al completamento dell’infrastrutturazione, infatti, sono state valutate le situazioni in cui mantenere in via provvisoria, ma in alcuni casi anche di potenziare, una rete di servizi automobilistici sostitutivi (laddove si prevedono sospensioni dell’esercizio) ed integrativi (laddove l’esercizio è limitato da carenze infrastrutturali, tecnologiche o di materiale rotabile) per tutta la durata dei lavori e cioè a tutto il 2017”.

Alla luce dello scenario prefigurato, la Regione ha stabilito quindi di non avvalersi della facoltà di recedere dai contratti di servizio con le imprese ferroviarie regionali (la cui durata è fissata in sei anni rinnovabile per altri 6), spostando, di conseguenza, la scadenza ultima degli stessi al 2021. Ciò permetterà di ultimare il processo di completamento infrastrutturale in corso, senza le interferenze causate dalle procedure di gara che sarebbero state da prevedersi nel 2015 in caso di recesso dai contratti e cioè due anni prima del 2017, termine stabilito per concludere il collaudo delle opere realizzate.

Anche il settore automobilistico ha risentito del processo di completamento dell’infrastrutturazione ferroviaria la Regione ha inteso autorizzare la proroga del contratto automobilistico con Cotrap, vigente dal 2004 e di durata prevista pari a 9 anni, di quattro anni e mezzo, con l’obiettivo di poter ricercare nel 2018, attraverso procedure ad evidenza pubblica, un gestore unico del trasporto automobilistico regionale allineando le scadenze dei vari contratti evitando, nell’immediato, rischi sulla regolarità dei servizi erogati e sui livelli occupazionali attualmente garantiti.

“La Puglia – riferisce Giannini – è stata la prima Regione del sud Italia a sottoscrivere l’accordo quadro verso gli obiettivi della interoperabilità, della intermodalità e del biglietto unico, che un giorno consentiranno agli utenti di usufruire dei servizi dei cinque gestori ferroviari presenti in Puglia con un unico titolo di viaggio”.

Giannini si è poi soffermato su una delle criticità maggiori a cui l’assessorato ha dovuto far fronte, quello riguardante Ferrovie del Sud-Est, la più importante ferrovia concessa d’Italia, con un’estensione di 473 chilometri sul territorio regionale. “È la seconda ferrovia italiana. È di proprietà dello Stato e si trova in una condizione di difficoltà finanziaria con debiti per centinaia di milioni ed un patrimonio netto negativo di 200 milioni di euro. Agli inizi di agosto il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, ha emanato il decreto per il trasferimento delle azioni di Ferrovie Sud-Est a FS S.p.A. e che tale trasferimento è stato anche oggetto di delibera da parte dell’assemblea della società così come previsto dal decreto”.

Tuttavia, se le Ferrovie dello Stato italiane entro il 10 settembre, quale soggetto al quale viene trasferita l’intera partecipazione, presenteranno la comunicazione di operazione di concentrazione ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n. 287, con l’impegno a rimuovere lo squilibrio finanziario patrimoniale di FSE, il trasferimento della titolarità dell’intera partecipazione di questa società potrà realmente avvenire a condizione e subordinatamente al fatto che il giudice fallimentare del Tribunale di Bari rigetti l’istanza di fallimento avanzata nel frattempo dalla Procura della Repubblica.
L’atteggiamento di estrema prudenza e cautela, e il senso di responsabilità avuto dall’Amministrazione regionale in questi anni è sempre stato improntato prima di tutto alla salvaguardia del servizio erogato e fruito da diciassette milioni di utenti all’anno ed alla tutela dei 1.300 lavoratori, dipendenti delle Ferrovie Sud-Est.

Giannini si è infine soffermato sulla questione del cattivo funzionamento dei passaggi a livello. I concessionari del servizio di trasporto ferroviario vengono autorizzati con nulla osta rilasciato dall’USTIF, che è un organismo ministeriale che verifica l’esistenza dei requisiti di sicurezza della circolazione. La Regione ha chiesto a tutti i concessionari di operare un monitoraggio sui passaggi a livello e di trasmettere i risultati agli uffici, perché insieme ai Comuni interessati dalla esistenza dei passaggi a livello e ai concessionari si proceda ad un progetto complessivo di eliminazione dei passaggi a livello, a partire dai più pericolosi, attingendo a fonti di finanziamento che vanno dai POR ai Fondi di sviluppo e coesione.

Di seguito gli interventi dei consiglieri regionali che hanno preso la parola successivamente alla relazione dell’assessore.

Andrea Caroppo (capogruppo di FI). “Riteniamo che il dibattito non si concluderà qui perché per il bene della Puglia sarà utile, anche nelle sedi opportune, come in Commissione, continuare ad avere un canale aperto di dibattito su una serie di interventi le cui punte dell’iceberg rappresentano quello che sintetizzava l’assessore Giannini, ovvero due emergenze: quello che è accaduto sfortunatamente nel mese di luglio con l’incidente sulla tratta Andria-Corato e l’emergenza atavica, ormai ancestrale, della situazione delle Ferrovie Sud-Est in Puglia”.

“È necessario fare le infrastrutture vere e dotarci di un operatore che sappia e possa essere in grado di realizzare un servizio, mettendolo in condizione di avere una remuneratività di quel servizio, quindi di viaggiare con treni pieni. In definitiva le nostre proposte vanno dalla rescissione che non c’è verso che facciate, alla revisione del contratto di servizio, allo spacchettamento delle tratte date in concessione, al blocco dell’errato e dannoso progetto dello shuttle di Brindisi, cioè di un sistema per cui fra qualche anno ci diranno di aver già ottenuto i 40 milioni di euro. Se riuscirete a realizzare questo, il nostro supporto non mancherà. Temo che siccome anche qui si dovranno fare delle scelte difficili, coraggiose e impopolari, al di là della vostra forza di facciata, questa presa di coscienza e di responsabilità per fare ciò che serve alla Puglia, questa Giunta purtroppo non ce l’abbia. Il tempo ci svelerà se sarete in grado di farlo o, come purtroppo temiamo, torneremo qui a dibattere della penosa condizione del trasporto pubblico locale in Puglia”.

Ignazio Zullo (capogruppo di CoR). “Non ci sono state fornite date, non ci è stato detto quando sono state messe a disposizione le risorse, entro quando queste risorse dovevano essere spese per assicurare la sicurezza del trasporto, se queste risorse sono state spese per intero, se sono state accantonate, se ci sono ritardi di spesa e se ci sono distrazioni di fondo. Ci è stata riferita quella che sarà la vicenda della Sud-Est e gli impegni di potenziamento delle rotaie. Non scopre l’acqua calda sulla Sud-Est nel momento in cui dice che abbiamo adottato l’atteggiamento della prudenza, perché non è più il tempo della prudenza ma invece è il tempo dell’inflessibilità, perché questi fallimenti sono tutti pilotati e derivano da una legge fallimentare che ha introdotto il concordato preventivo e vanno in questa direzione perché volute da chi amministra le aziende, pubbliche e private. Lo abbiamo visto nei trasporti e lo abbiamo visto nella sanità. Volute perché a pagarne le conseguenze sono le parti deboli di un sistema, che sono i lavoratori che, poi, devono rinunciare a parte dei loro compensi e sono i fornitori che rinunciano a quello che hanno lavorato per poter fornire queste aziende”.

Sabino Zinni (capogruppo di ESP). “Penso che il ragionamento portato avanti dalla relazione dell’assessore Giannini è stato molto pertinente al tema assegnatoci, che riguardava la situazione dei trasporti pubblici locali nella nostra regione, non la tragedia che si è compiuta il 12 luglio. Abbiamo ascoltato una relazione abbastanza puntuale sulla situazione dei trasporti pubblici locali in Puglia e doviziosa di particolari non richiesti dall’Autorità. Sovrapporre e mischiare i due piani oggi non credo che sia proprio una cosa che ci dà un grande tratto distintivo, come Consiglio regionale. Il trasporto pubblico locale è un sistema che in Puglia sta marciando tra luci e ombre, ma con una direttrice di marcia ben precisa che è quella di efficientare un sistema, di pensare al trasporto pubblico locale come a qualcosa che è un fattore prima di tutto di inclusione sociale e non soltanto un fattore di speculazione o di interessi economici per privati o per il pubblico”.

Grazia Di Bari (M5S). “Per onorare i morti bisogna pensare ai vivi. Chiedere sicurezza e puntualità nella sicurezza non credo sia un voler tradire la memoria di chi, purtroppo, ha perso la vita in quell’incidente ferroviario. Mi sarei aspettata un’ampia ed articolata relazione in Aula su quanto accaduto per far comprendere ai cittadini quale responsabilità − se vi sono − la Regione ha in questa drammatica vicenda. La verità prima di tutto, se si vogliono veramente onorare le vittime, i feriti e i loro parenti, anche se da una parte la verità l’abbiamo già letta dalle carte nel corso degli anni. In seguito a quanto accaduto il 12 luglio, ho appreso che la Regione ha chiesto che il trasporto su rotaia da Barletta a Ruvo venga sostituito dal trasporto su gomma, almeno fino a che non venga messa in sicurezza quella tratta ferroviaria. Di certo, noi presseremo voi affinché anche la Regione si adoperi a fare tutti gli accertamenti di competenza. Noi esigeremo di approfondire i contratti in essere con il concessionario, le relative proroghe e la legittimità delle stesse. Ora non è il momento di arrendersi, è il momento di agire con coraggio e di onorare quelle ventitré vittime, i loro parenti, i feriti e tutti coloro che hanno vissuto purtroppo quei tragici momenti”.

Domenico Damascelli (FI).  “Sono inaccettabili tutti gli scandali che hanno coinvolto le Ferrovie del Sud-Est. È inammissibile che a laute ricompense date ai componenti del CdA, agli autisti, ai rappresentanti abbiano corrisposto vagoni sporchi, mancanza di sicurezza sulle tratte, malcostume spregiudicato, disservizi continui, autobus che andavano in autocombustione nel bel mezzo delle loro tratte stradali, con cittadini a bordo, spesso con studenti a bordo. Questo è stato veramente il peggiore esempio che il servizio di trasporto pubblico locale poteva dare all’intero Paese. Penso che in questo la Puglia abbia fatta veramente una pessima figura. Ed è un aspetto che questa Regione deve assolutamente eliminare, cancellare”.

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