Turi, presentato il progetto Pier della diocesi di Conversano-Monopoli

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Non solo accoglienza e ospitalità. L’integrazione del grande flusso di migranti passa anche e soprattutto attraverso una vera integrazione, l’insegnamento delle regole civiche e culturali del nostro paese e la formazione al contesto lavorativo. Questo è il Pier Program, (Protection, Integration and Education for Refugees) finanziato dalla Coca Cola Foundation, promosso dalla Caritas Italiana in partenariato con Caritas Austria e Associazione greca Arsis e attuato nel nostro territorio dalla Caritas diocesana di Conversano-Monopoli.

Il progetto Pier, a cui hanno aderito altre dieci Caritas sul territorio nazionale, comprende il territorio di Turi dove un centro di accoglienza straordinario ospita circa settanta migranti provenienti da paesi c’è guerra e fame. Il Pier Program, presentato nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Turi, punta a formare i migranti attraverso lezioni teoriche, partite a novembre, che proseguiranno con una fase formativo-professionale con corsi per l’utilizzo della stampa 3d e un concorso letterario loro dedicato in collaborazione con Csa Casa Editrice.

Le attività del progetto Pier vedono protagonista anche un programma nella web radio “Radio JP” che ogni due venerdì dedica un’ora al racconto di ogni passo compiuto durante il progetto e ospitando i formatori e i collaboratori dei corsi e delle lezioni. “I flussi sono drasticamente diminuiti. Parliamo di 130mila presenze e arrivi contro le oltre 170mila dello scorso anno. Quello che a noi preoccupa di più è la questione dei diritti umani di queste persone bloccate in Libia per la quali si sta immaginando l’apertura di vari corridoi umanitari”. A dirlo è il capo Ufficio immigrazione della Caritas italiana, Oliviero Forti, presente ieri sera a Turi durante la presentazione del programma. “Conoscenza della lingua, delle regole civiche e del lavoro – ha detto – sono quegli aspetti fondamentali per garantire a chi arriva nel nostro paese una corretta integrazione. È quel valore aggiunto che funziona per l’inserimento del migrante per una buona accoglienza nella società”.

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