Si può ricercare un turismo più etico? Corrado Del Bò prova a spiegarlo

Che cosa c’è di sbagliato nel farsi un selfie ad Auschwitz? O nell’andare a vedere le donne “dal collo lungo” in Thailandia? O nel farsi scortare dagli sherpa sull’Everest? O, ancora, nel fare le vacanze in un villaggio turistico situato nel Sud del mondo?

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Che cosa c’è di sbagliato nel farsi un selfie ad Auschwitz? O nell’andare a vedere le donne “dal collo lungo” in Thailandia? O nel farsi scortare dagli sherpa sull’Everest? O, ancora, nel fare le vacanze in un villaggio turistico situato nel Sud del mondo?

Sono soltanto alcuni degli interrogativi che pone ai lettori Corrado Del Bò nel suo libro “Etica del turismo”, pubblicato dalla casa editrice Carocci. L’autore, docente universitario, seppur nella consapevolezza che l’industria delle vacanze rappresenti uno dei principali fattori di sviluppo per le sorti economiche di tanti Paesi, analizza il fenomeno turistico da un punto di vista particolare, ossia quello dei possibili, e sempre più frequenti, “effetti collaterali”. Il “dietro le quinte” del turismo, tra impatto ambientale, sociale, culturale ed economico.

Il libro delinea ed approfondisce importanti tematiche, quali responsabilità, sostenibilità, equità e rispetto delle differenze culturali. Un’autentica ed approfondita riflessione “morale” sui flussi turistici moderni globalizzati, ma anche del passato, e sulle relative aberrazioni. Principi ed ideali sono stati  cristallizzati nel Codice Mondiale di Etica del Turismo, approvato nel 1999, con particolare riferimento al turismo sessuale, che il libro analizza in maniera approfondita.

Scopo del volume è quello di consegnare al viaggiatore moderno una maggiore consapevolezza degli effetti del turismo sulle persone e sull’ambiente, favorendo una riflessione più approfondita sul tipo di turismo che sarebbe moralmente auspicabile realizzare e sui limiti che possiamo giustificatamente invocare per quello attuale. Perché si assiste sempre più ai danni da turismo inevitabili, agli eccessi da turismo, ai comportamenti individuali errati, a comportamenti in teoria corretti ma sbagliati se contestualizzati. L’auspicio è quello di giungere a forme di turismo sostenibili, in grado, soprattutto, di garantire il futuro delle successive generazioni.

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