Udc, parla l’assessore Ruggeri: chi l’ha detto che lascio il partito?

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“Sono e resto nel mio partito. La notizia di una presunta uscita dall’Udc, diffusa da alcuni organi di stampa,  è falsa e infondata”.

Lo sottolinea il neo assessore regionale al Welfare della Regione Puglia Salvatore Ruggeri.

“Non conosco chi ha diffuso questa notizia, ma sicuramente si tratta di voci esterne all’Udc che mirano solo a gettare scompiglio e discredito nei confronti del nostro partito. Ho ritenuto di rassegnare le dimissioni da segretario regionale per una questione deontologica, essendo contrario al cumulo di cariche in capo alla stessa persona, coerentemente con quanto ho sempre sostenuto in tutti gli anni di attività politica e in linea con quanto prevede lo Statuto dell’Udc. Faccio gli auguri all’amico Giuseppe Tarantino che, come da Statuto, è stato chiamato a guidare la segreteria regionale in questo delicato momento politico, alla vigilia di una importante competizione elettorale che ci vedrà impegnati su tutto il territorio nazionale”.

“Ringrazio – sottolinea – tutti gli amici del partito e tutti coloro che in questi giorni hanno avuto una dimostrazione di affetto e di stima nei confronti della mia persona per l’incarico ricevuto dal presidente Emiliano, che ha onorato me e tutto il partito. Tra le mie priorità c’è quella di portare avanti il lavoro svolto dal compianto Totò Negro e realizzare tutti quei progetti già avviati, soprattutto a sostegno delle fasce più deboli della popolazione pugliese”.

Cosa è accaduto

Pochi giorni fa Michele Emiliano ha nominato Ruggeri nella sua Giunta. Una nomina che, politicamente in contiguità con la situazione esistente (in precedenza quel posto era di Totò Negro, sempre dell’Udc), come conseguenza Ruggeri ha presentato le proprie dimissioni da segretario regionale dell’Udc, lasciando il posto a Giuseppe Tarantino.

Quarta e quinta gamba

Ma intanto è polemica nel centrodestra. Mentre, infatti, un esponente dell’Udc si affianca a Michele Emiliano a Roma Cesa, De Poli, Fitto, Lupo, Tosi e gli altri devono fare i conti con i numeri. La probabilità (più che fondata) di non superare il 3% ha convinto, infatti, centristi e fittiani a unire le liste alle prossime elezioni politiche. Udc e Noi con l’Italia, dunque, quarta e quinta gamba del centrodestra decidono di fondersi.

Il problema politico

E qui nasce il problema politico. Può l’Udc far parte del centrodestra che vuole vincere le elezioni quando un suo esponente è nella giunta Emiliano?

Non è certo la prima volta che accade che l’Udc si unisce al Pd ed al centrosinistra. Lo ha fatto in molte realtà locali e nella Regione Puglia è un’importante puntello ad una maggioranza che scricchiola terribilmente. Ed Emiliano questo lo sa bene. Uno strabismo politico che però dovrà essere spiegato agli elettori di centrodestra.

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