Uil: scuola pugliese in ginocchio a causa di scelte scellerate del Governo

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Tagli e mancanza di decisione. Istituti scolastici lasciati da soli, fondi che non arrivano, i Comuni che devono tagliare dove è possibile, e i progetti che stentano a decollare. Può bastare una infornata l’anno di docenti di ruolo (con altri e grossi problemi annessi e connessi) a risollevare le sorti della scuola italiana, e pugliese in particolare?

Se ne è parlato ad Otranto.

“La legge 107 e la politica scolastica dissennata messa in campo dal governo sta mettendo in ginocchio la scuola pugliese. Si taglia sulla mensa scolastica e sugli organici, generando una situazione pressocché insostenibile, con scuole al collasso e con un’amministrazione centrale che non decide lasciando gli istituti allo sbaraglio”.

Lo hanno dichiarato Pino Turi, Segretario Generale Nazionale della UIL Scuola e Gianni Verga, Segretario Generale della UIL Scuola Puglia, nel corso dell’assemblea regionale delle Rsu della scuola, tenutasi a Otranto.

“La scuola – hanno proseguito i segretari di categoria – deve essere intesa come funzione dello Stato e non come servizio. E’ necessario investire sulla scuola pubblica e sugli stipendi al personale, tra i più bassi d’Europa. L’accordo del 30 novembre 2016, tra sindacati e ministro Madia, legittima il contratto a cambiare la legge. Non sono necessari proclami o riforme epocali, ma misure concrete. In questo senso, è necessario ripristinare un confronto partecipativo, diretto e costante, con le organizzazioni sindacali, troppo spesso escluse dai processi decisionali rivelatisi poi, non a caso, fallimentari per il sistema scuola, in particolare per quello meridionale, come dimostra la situazione in Puglia, tra le regioni più penalizzate del Paese, che continua a fare i conti con organici sottodimensionati, con un’edilizia non all’altezza se non addirittura, in alcuni casi, fatiscente e con un tasso di dispersione scolastica troppo elevato, che non può e non deve essere contrastato esclusivamente facendo leva sul senso del dovere di tanti docenti, dirigenti e personale ATA”.

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