Ve lo ricordate? Per settimane a Bari non si è parlato di altro che del misterioso magnate malese intenzionato ad acquistare il 95% delle quote dell’Fc Bari dell’allora presidente Gianluca Paparesta. Era Datò Noordin Ahmad, accolto da migliaia di tifosi all’aeroporto di Bari-Palese. Un bandierone gigante della Malesia ad accoglierlo, insieme ai cori dei supporter biancorossi.

Tutto era cominciato qualche settimana prima quando durante il primo tempo di Bari-Cesena del 4 aprile nello spicchio centrale della curva nord viene esposto uno striscione che recitava “Salamat Datò”. Che significa? A chi si riferiscono gli ultrà biancorossi? E perché quella bandiera enorme appesa sulla balconata della tribuna est del San Nicola? Mistero risolto qualche giorno dopo quando lo stesso Paparesta annunciava l’interesse di un magnate malese, vicino al governo del suo Paese, nell’acquisto della società di via Torrebella.

Dopo quel giorno è accaduto di tutto. Il suo arrivo a Bari, la foto mentre mangia un “allievo”, la presenza costante dell’avvocato Grazia Iannarelli, sua persona di fiducia, i saluti sui social di Antonio Banderas, il paventato coinvolgimento del marito di Maria Grazia CucinottaGiulio Violati. Poi l’annuncio incredibile nel palazzo della Provincia: “Voglio portare il Bari in Champions League in cinque anni”. Da quel momento solo annunci, un contratto preliminare di acquisto senza, pare, alcun valore, poi la caparra che tarda ad arrivare, il viaggio di Paparesta in Malesia, fino alla definitiva scomparsa dalle scene del duo Iannarelli-Noordin.

Dopo chiacchiericci, promesse, critiche e delusioni, di quella vicenda non rimane ormai nulla, se non un sorriso amaro per l’ennesima trattativa-bufala della storia biancorossa.

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