Un viaggio nella nostra storia

0

Lo scrittore e storico inglese Eric Hobsbawn, parlando dei giovani del Novecento, diceva che essi trascorrono la propria vita “in una sorta di presente permamenente, nel quale manca ogni rapporto organico con il passato storico del tempo e del luogo in cui essi vivono” (“Il secolo breve”, 1997).
Sembra, insomma, che ci sia una sorta di alienazione dei giovani (ma, forse, anche di tanti adulti) dal passato e dalla storia.
È importante, invece, acquisire consapevolezza delle proprie radici e quindi della propria identità, attraverso una conoscenza sempre più approfondita della nostra storia. Scoprire le trasformazioni ed i cambiamenti avvenuti nel tempo, con lo scopo di ricostruire la memoria di ciò che ci appartiene; interpretare bene il passato, per comprendere meglio il presente: è questa la strada più giusta per sviluppare un sentimento di amore e di orgoglio per la propria terra, che possa trasformarsi, poi, in azione concreta di crescita e sviluppo.
È per queste ragioni che, con l’inizio di un nuovo percorso di vita del nostro giornale, abbiamo deciso di guardarci “dietro” e di osservarci “dentro”, offrendo ai nostri lettori un viaggio di riscoperta della storia della nostra terra, attraverso i momenti chiave che l’hanno caratterizzata, i personaggi più importanti, i luoghi e gli oggetti che ne sono stati protagonisti.
La speranza è che questo possa permettere a noi e a tutti di capire un pò meglio chi siamo, da dove veniamo, dove possiamo arrivare e di amare e comprendere sempre di più e sempre meglio questa nostra meravigliosa Puglia.
D’altronde, come insegnano gli antichi… “Historia magistra vitae”.

Condividi
Fabio Paparella
Giornalista publicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

Nessun commento

Commenta l'articolo