Usb, domani lo sciopero generale contro le politiche del Governo Gentiloni

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Una giornata di sciopero nazionale è stata indetta per la giornata di domani da Usb. Sono previste manifestazioni in molte città italiane, tra cui anche Bari.

Quali le motivazioni dell’agitazione e dello sciopero di domani? A spiegarlo è la stessa Usb con una nota. “Le sanno gli operai delle aziende in crisi dei cui licenziamenti si discute come si trattasse di numeri e non di persone in carne e ossa; le sanno i braccianti sfruttati dai caporali e tenuti in condizioni miserabili; i facchini della logistica alle prese con le cooperative “di sfruttamento”; le sanno i lavoratori del pubblico impiego in attesa da anni del contratto a cui vogliono rifilare l’ennesimo bidone, gli autisti e i lavoratori tutti dei trasporti alle prese con la fame di privatizzazioni; le sanno le donne e gli uomini del commercio a cui tocca lavorare trecentosessantacinque giorni l’anno e della cui vita familiare non frega nulla a nessuno;le sanno gli insegnanti e gli studenti a cui hanno trasformato la loro scuola in una azienda; le sanno gli sfrattati e i cittadini in difficoltà con i pagamenti dell’affitto e del mutuo; le sanno tutti coloro che sono costretti a curarsi e trovano un servizio sanitario pubblico ridotto al lumicino per far ingrassare la sanità privata; le sanno i migranti e i rifugiati che combattono ogni giorno per la sopravvivenza in mezzo a razzismo e xenofobia”.

Una lunga serie di situazioni che danno vita alle motivazioni di uno sciopero che vede insieme lavoratori, pensionati e giovani disoccupati.

“Le sanno – insistono – tutti coloro che assistono increduli alla ignobile pantomima in corso sull’allungamento dell’età pensionabile da 66 anni e 7 mesi a 67 anni come se il problema fosse quello e non il fatto che la Fornero, con l’acquiescenza dei sindacati gialli, ha massacrato le aspettative di milioni di italiani e italiane facendoli lavorare fino allo sfinimento e forse alla morte. Le sanno i pensionati che non arrivano a fine mese.
Le sanno i giovani, e quelli che non sono più nemmeno tanto giovani, alle prese con un mercato del lavoro fatto solo di precarietà e sfruttamento, di totale assenza di futuro costretti a girovagare da un lavoretto all’altro e che la pensione pubblica non la vedranno mai e nemmeno potranno farsi quella privata – come auspicano assicurazioni e fondi pensione gestiti dai sindacati gialli – perché non hanno i soldi per pagare oggi i premi che dovrebbero poi assicurargli uno straccio di pensione”.

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