Usura ed estorsioni, Mazzarano: “La Puglia ha una sua legge, rendiamola operativa”

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Una legge senza attuazione resta carta straccia o poco altro. Per questo bisogna trasformare gli sforzi del legislatore in atti concreti e, soprattutto, nella consapevolezza che si tratta di un obbligo da rispettare.

A maggior ragione quando si trattano argomenti delicati come quello della prevenzione di fenomeni aberranti come l’usura e l’estorsione.

“Nella nostra regione è in vigore, già da due anni, una legge che garantisce misure di prevenzione e contrasto, anche economico, all’usura e all’estorsione. Si tratta di fenomeni che, soprattutto con l’aggravarsi della crisi economica, si manifestano con preoccupante costanza. Eppure questa legge è rimasta sostanzialmente inattuata. Per questo, chiedo che si affronti la questione in un’apposita seduta della neonata commissione consiliare sul fenomeno della criminalità organizzata”.

Lo sostiene il presidente del gruppo Partito Democratico in Consiglio regionale, Michele Mazzarano, che, a margine di un incontro con il Movimento Legalità e la Fai (Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane), chiede di riaprire il dibattito intorno alle legge regionale 25 del 16 aprile 2015 su “Misure di prevenzione, solidarietà e incentivazione finalizzate al contrasto e all’emersione della criminalità organizzata e comune nelle forme dell’usura e dell’estorsione”.

“La Regione Puglia – aggiunge Mazzarano – deve essere al fianco di chi promuove percorsi di legalità e giustizia: il sovra indebitamento delle aziende e delle famiglie è un fenomeno molto diffuso; il comparto agricolo è quello più colpito e il numero delle aziende agricole vendute all’asta cresce spaventosamente. Intorno a questi fenomeni si annida la criminalità legata all’usura e all’estorsione e le vittime vengono lasciate sole e impotenti”.

La legge regionale 25/2015 stabilisce, tra le sue finalità, l’intervento della Regione Puglia per l’affermazione della legalità attraverso misure di prevenzione dei condizionamenti criminali, di sostegno alle iniziative della comunità volte all’emersione dell’usura e dell’estorsione, nonché mediante strumenti di tutela delle vittime di tali reati e dei loro familiari. Essa di prefigge di promuovere una politica di sensibilizzazione del settore creditizio e anche forme di sostegno e di assistenza alle vittime della criminalità e ai loro familiari nel caso in cui sporgano denuncia e collaborino per individuare i responsabili dei reati di usura ed estorsione.

“La suddetta legge istituisce anche – prosegue Mazzarano – un fondo regionale per la prevenzione, il contrasto e l’emersione del fenomeno e per la solidarietà alle vittime, e attiva un osservatorio regionale per il monitoraggio e le statistiche sui fenomeni estorsivi, che consentirà anche di valutare l’efficacia delle azioni poste in essere. Si individua inoltre, nella istituzione della Consulta regionale antiusura e antiestorsione, presieduta dall’assessore allo Sviluppo economico, uno strumento di grande efficacia per le azioni da concordare con i protagonisti sociali”.

“Questa legge non può restare lettera morta, è necessario farne uno strumento operativo che si integri – conclude Mazzarano – con le azioni già previste dalla legislazione nazionale per combattere il fenomeno del racket e delle estorsioni e, soprattutto, per non lasciare sole le vittime”.

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Redazione
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