Vertenza Ilva, Fitto: “Non si faccia campagna elettorale sulla pelle degli operai”

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Ilva: una vertenza che rischia di allungarsi e di incancrenirsi, tra marce indietro, scioperi e diritti calpestati.

Sulla vicenda è intervenuto, parlando chiaramente di voglia di campagna elettorale da parte del governo, il leader di Direzione Italia Raffaele Fitto.

“A giugno – dice l’europarlamentare pugliese – ci hanno raccontato che la cordata Am Investco Italy, formata da Acerlor Mittal e Marcegaglia, avesse tutte le carte in regola per l’acquisizione dell’Ilva e che “nessun lavoratore sarebbe stato licenziato”.

Il governo è andato avanti come un treno, nonostante gli stessi tecnici dei commissari, ma non solo loro, avevano definito gli investimenti “incoerenti” e quindi insufficienti a garantire sviluppo e occupazione, già dall’allora si parlava di oltre 5mila esuberi”.

“Appare, quindi, chiaro che oggi il Governo – sottolinea Fitto – non sta aprendo trattative sul piano occupazionale, non sta cercando di ridurre gli esuberi, ma sta solo impedendo l’applicazione del Jobs Act , quello stesso contratto che Renzi ha introdotto nel mondo del lavoro, calpestando i diritti salariali”.

E poi rilancia: “Ieri l’ennesima dimostrazione che il Governo sull’Ilva sta facendo fare campagna elettorale: strizza  l’occhio ai sindacati e tira le orecchie alla cordata che ha scelto. Le assicurazioni del ministro De Vincenti che parla di ricollocazione dei lavoratori in esubero per le attività di Bonifiche non ci convincono. Il rischio è che questi lavoratori restino nell’amministrazione straordinaria e quindi a carico dello Stato, ovvero di tutti gli italiani”.

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