Via libera del Ministero al gasdotto Tap

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La Commissione Via del ministero dell’Ambiente ha dato il via libera al gasdotto Tap che si farà e, con tutta probabilità a San Foca, marina di Melendugno in provincia di Lecce. Il condizionale sull’approdo per ora è ancora d’obbligo, dal momento che il parere positivo licenziato all’unanimità dai tecnici ministeriali è corredato alcune prescrizioni, il cui contenuto resta ancora top secret. Intanto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha già fatto sapere che il 20 settembre sarà a Baku per accelerare le operazioni che porteranno il gas dall’Azerbaijan alla Puglia.
Sembra quindi persa la battaglia intrapresa da comitati ambientalisti innanzitutto, ma anche dell’amministrazione comunale di Melendugno, e della Regione Puglia, che per ben due volte ha bocciato in Commissione Via il progetto, trasformando poi l’atto in una chiara volontà politica. Il Governo invece va avanti cercando di rispettare gli accordi intergovernativi presi nel nome dell’importanza strategica che sgancierà l’Europa dalla Russia.
Intanto in via Capruzzi, il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, fa sapere con una nota che “adesso anche il Sistema Puglia deve fare un passo avanti. Regione, enti locali, forze sociali, movimenti e comunità devono recuperare il tempo perduto e assumere un ruolo per mitigare ogni possibile impatto, assicurando al territorio solo le ricadute positive”.
“Mentre Putin sfida l’Europa e minaccia di toglierci il gas siberiano, se il premier italiano entra in campo in prima persona per ribadire la natura strategica del progetto di gasdotto azero e annunciare una visita ufficiale a Baku il 20 settembre per il via libera alla Tap, vuol dire che il tempo delle discussioni è finito e che in Puglia dobbiamo lavorare uniti per migliorare un’opera così importante”.
Introna continua nella nota sottolineando come, sebbene appaiano ormai ipotesi tardive, si sarebbero dovuti studiare concretamente gli approdi alternativi a Melendugno, ma se n’è solo chiacchierato. Si sarebbero dovuti presentare documenti, atti, studi, approfondimenti tecnici di ogni tipo, “ma è mancato del tutto – fa notare l’esponente di Sel – un nostro livello di proposta, di pianificazione, che ora dobbiamo recuperare, tanto più ora che il Sistema Puglia è messo alla prova. Dobbiamo dimostrare all’Italia che una Regime del Mezzogiorno è capace di affrontare da protagonista una grande sfida progettuale internazionale”.
Per Introna, insomma, va rinnovato un tentativo di rientrare in gioco, di riunire intorno a un tavolo i rappresentanti degli enti locali, per verificare come ridurre tutti i possibili disagi e ottimizzare il progetto secondo le esigenze del territorio pugliese.

I prossimi passi

Dopo il parere della Commissione ministeriale Via l’iter autorizzativo prevede che in un paio di settimane lo stesso venga recepito dal ministro dell’Ambiente. Poi dovrà recepire anche l’indirizzo del dicastero dei Beni culturali, e quindi potrà emettere il decreto conclusivo. Ma non finisce qui. Sarà poi la volta del ministero dello Sviluppo economico che, al termine della conferenza dei servizi a cui parteciperanno vari enti, tra cui la Regione,  emetterà l’autorizzazione unica. A quel punto i cantieri potranno essere aperti (si stima fra fine 2015 e inizio 2016) e conclusi intorno a giugno 2019 e entrare a pieno regime a fine anno. Le previsioni parlano di 10.000Mld di metricubi di gas all’anno.

 

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Fabio Paparella
Giornalista publicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

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