Vinitaly 2017: pullman gratis da Canosa, ma nessuno aderisce

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Per sostenere le imprese del settore vitivinicolo il Suap e l’ufficio Agricoltura del Comune di Canosa avevano organizzato un viaggio a Verona per visitare la fiera del Vinitaly (dal 9 al 12 aprile), salone internazionale del vino e dei distillati, mettendo a disposizione di imprenditori, coltivatori diretti e produttori di vino locali un pullman gratuito. A carico di ogni partecipante c’erano il costo del biglietto d’ingresso al “Vinitaly” (dai 75 agli 80 euro, a seconda se il biglietto si acquistava on line o in biglietteria) e le spese di vitto e alloggio (70 euro). Purtroppo, però, nessuno ha aderito all’iniziativa.

Le domande di partecipazione sarebbero dovute pervenire, entro il 3 aprile, presso l’Ufficio Agricoltura del Comune di Canosa, in via Falcone 134, o tramite posta elettronica all’indirizzo suap@comune.canosa.bt.it.

“Siamo delusi per la mancata partecipazione delle cooperative, associazioni, agricoltori, coltivatori, wine bar e specialisti del settore a questo importante evento a livello internazionale – ha dichiarato l’assessore al Suap e Agricoltura, Leonardo  Piscitelli –. Le istituzioni hanno il compito di individuare e proporre, attraverso indirizzi qualificanti, delle strategie economiche di sviluppo del territorio. Ed è quello che il Comune di Canosa sta cercando di fare anche attraverso la promozione di tali iniziative. Abbiamo incoraggiato le attività imprenditoriali agroalimentari locali attraverso la promozione di altre fiere d’importanza nazionale ed internazionale come “Olio capitale” di Trieste e “San Giorgio” di Gravina. Per quanto riguarda il Vinitaly, abbiamo messo a disposizione un pullman gratuito e organizzato anche un corso di assaggiatori di vino e di olio che si sarebbe svolto a Verona il 9 aprile. Abbiamo diffuso l’iniziativa attraverso manifesti, comunicato stampa, social, e il coinvolgimento diretto delle parti politiche. Nonostante ciò, nessuno ha ritenuto di partecipare a questa vetrina internazionale del vino.

Ci auguriamo che le imprese locali in futuro si propongano di dimostrare un maggiore spirito di competizione internazionale, e che mirino ad ottenere le certificazioni dei loro prodotti, attraverso la Deco o i marchi Igp e Doc.  E’ questa l’unica strada per dare un marchio d’eccellenza ai propri prodotti, tracciarli e rilanciarli, incrementando così l’economia locale”.

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Redazione
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