Violenza sulle donne, una proposta per patrocinio legale e fondo di solidarietà

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Non basta denunciare se poi non c’è una tutela effettiva. Se le Istituzioni non garantiscono il rispetto delle vittime di violenza e l’effettiva sicurezza loro e di chi sta loro intorno.

Altrimenti avremo sempre, purtroppo, un’altra Nicolina Pacini o un’altra Sarah Scazzi, solo per restare ad esempi eclatanti della cronaca nera pugliese di questi ultimi anni.

“La Puglia ha una buona legge sul contrasto della violenza di genere, ma a tre anni dalla sua applicazione occorre modificare alcuni aspetti non secondari. Solo con questa integrazione possiamo arginare quello che è ormai è diventato un vero e proprio bollettino di guerra”.

Così il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, illustra la sua proposta di modifica della legge n. 29 del 4 settembre 2014 “Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne”.

Quattro le principali modifiche previste:

a) l’introduzione dell’obbligo da parte della Regione di assicurare il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti, attraverso l’istituzione del fondo di solidarietà volto a sostenerne le azioni in sede giudiziaria e nella fase prodromica all’avvio delle stesse, compreso l’eventuale ricorso a consulenza in ambito civilistico o a consulenza tecnica di parte;

b) la facoltà per la Regione di individuare, nell’ambito del proprio patrimonio, immobili da concedere in comodato d’uso ai centri Antiviolenza;

c) la concessione di contributi regionali a sostegno di iniziative, progetti e manifestazioni proposte dagli enti locali per la promozione ed il conseguimento delle pari opportunità e per il contrasto alle discriminazioni ed alla violenza di genere. Prevede altresì la concessione di contributi a sostegno di iniziative, progetti e manifestazioni proposte dalle associazioni di promozione sociale, dalle organizzazioni di volontariato e dalle onlus che operano nel campo della diffusione e dell’attuazione del principio di pari opportunità fra donna e uomo, della promozione e valorizzazione della condizione femminile e della prevenzione ed il contrasto di ogni violenza e discriminazione sessista.

d) l’entrata in vigore del testo modificato dall’1 gennaio 2018 con l’istituzione di due nuovi capitoli di spesa, da 100mila euro ciascuno, sulle voci “Contributi” e “Fondo di solidarietà”.
“Ho sentito l’esigenza – sottolinea Turco – di proporre queste modifiche alla luce dei gravi fatti di sangue che hanno sconvolto questa estate la nostra regione. Penso alle piccole Noemi e Nicolina, due ragazze che avevano solo la voglia di vivere e di crescere.
E la Puglia, purtroppo, si aggiunge alla mappa dell’orrore se si pensa che in Italia ogni due giorni una donna viene uccisa dal compagno. Nel solo 2016 sono state 120 le vittime ammazzate da un marito, un fidanzato o un convivente. Ma non solo. Quasi sette milioni di donne hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della loro vita. Dalle violenze domestiche allo stalking, dallo stupro all’insulto verbale, disgustosi tentativi di cancellarne l’identità, di minarne profondamente l’indipendenza e la libertà di scelta.
Senza dimenticare – evidenzia Turco – il triste elenco dei femminicidi aumentati in Puglia, tra il 2015 e il 2016, del 46 per cento. Un dato che non dobbiamo più tollerare”.
“Non parlo da uomo delle istituzioni, ma nel triplice ruolo di padre-marito-medico: la violenza sulle donne deve essere contrastata ogni giorno con azioni concrete, con l’educazione civica e sessuale nelle scuole. I nostri ragazzi saranno uomini migliori solo se educati al rispetto delle differenze di genere e delle diversità”.

“E una volta approvata dal Consiglio regionale – conclude Turco – vorrei dedicare questa legge a Noemi e Nicolina”.

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