Xylella, il Consiglio regionale approva ddl per le aree colpite

0
Un ulivo affetto da Xylella fastidiosa

Con 33 voti favorevoli e 4 contrari il Consiglio regionale nella sua seduta di ieri ha approvato il disegno di legge in materia di tutela delle aree colpite da “xylella fastidiosa”.

La normativa prevede che i terreni soggetti ad espianto per le piante di ulivo monumentale  tutelate dalla specifica legge regionale non possano cambiare la tipizzazione urbanistica per almeno 15 anni. Ciò al fine di garantire la continuità dell’uso agricolo e della destinazione rurale, prevenendo possibili tentativi di speculazione.

A tal fine sarà istituito presso l’Area delle Politiche per lo Sviluppo rurale, l’elenco dei terreni infetti interessati all’espianto. L’elenco (che sarà comunicato ai Comuni interessati) dovrà contenere le seguenti informazioni: perimetrazione del terreno, dati catastali, dati identificativi dei proprietari, superficie interessata, numero di piante espiantate, rilievo georeferenziato dell’area e delle singole piante espiantate.

L’approvazione è stata preceduta dalla relazione dell’assessore Fabrizio Nardoni che ha ripercorso l’intera vicenda che – ha ribadito – ha preso le mosse nel 2013, manifestandosi per la prima volta in assoluto in Puglia. L’area interessata è quella salentina che è stata interessata a più di 16.000 campionamenti con relative analisi di laboratori e con 104 piante infette estirpate fino al 15 aprile scorso, come voluto anche dall’Unione europea e con inevitabili, pesanti ripercussioni nell’attività degli operatori interessati.

La Regione Puglia ha messo a disposizione per l’emergenza 6 milioni di euro del bilancio autonomo, per i quali chiederà al Governo nazionale l’esclusione dai vincoli del patto di stabilità. Il ministero delle Politiche agricole  ha destinato 2,6 milioni di euro.

Critico Nicola Marmo (FI) per l’opposizione. “Il dramma e l’accusa che noi rivolgiamo non all’assessorato, non alla struttura, è che si è perso troppo tempo e si è messa così a rischio la Puglia intera, che è una Puglia olivicola, e lo sappiamo tutti”. Ritardi notevoli e colpevoli, dunque, non dalla burocrazia ma della politica che ha pensato a fare altro.

“Potevamo certamente essere la Puglia che sperimenta una soluzione anti Xylella – ha proseguito Marmo – non lo siamo stati, ci siamo affidati a interventi della Comunità europea., che ci ha detto di abbattere gli ulivi. Oggi siamo in una situazione veramente drammatica.  C’è la responsabilità oggettiva dell’Europa. La Commissione europea, che impartisce sanzioni, che dispone su quello che dobbiamo fare e su come dobbiamo respirare, non pratica la quarantena per isolare i casi in cui si possa determinare contagio. Probabilmente c’è da fare una class action contro la Commissione europea”.

Il capogruppo SEL Michele Losappio ha richiamato la deliberazione della Giunta regionale del 5 settembre scorso che dichiara lo stato di emergenza fitosanitaria con i provvedimenti da assumere rispetto alla zona infetta, alla zona cuscinetto e al cordone fitosanitario.  Una deliberazione sulla quale – ha aggiunto Losappio –  sostanzialmente “anche Marmo non avanza obiezioni sugli interventi che la Giunta ha assunto”.

Sul ritardo nella discussione lamentato da centro destra, Losappio ha ricordato che “la competente commissione consiliare se ne è occupata più volte e che il provvedimento legislativo in discussione è stato assunto in ossequio a un ordine del giorno presentato a luglio, primo firmatario un esponente di Forza Italia, approvato all’unanimità dalla stessa commissione”.

Secondo Michele Monno (PD) “oggi siamo chiamati anche a un intervento mirato. Chiedo all’Assessorato di trattare proprio il problema del disastro ambientale o della calamità naturale con incentivi massicci che devono arrivare dall’Unione europea proprio a favore della olivicoltura pugliese. Bisogna riprendere lo stato di produzione. Gli aiuti non devono essere dati alle piante, ma alla produzione stessa dell’olio di oliva. In questo modo, potremo dare un incentivo a tutti i contadini. Non faccio una grande differenza tra classi sociali in agricoltura, però bisogna dare un grande incentivo per rimuovere gli ostacoli e riprendere la sana politica agricola. Questo oggi è l’obiettivo e non è solo con queste risorse che ne usciamo”.

“Questo disegno di legge – secondo il capogruppo FI Ignazio Zullo – appone un vincolo di inedificabilità, cataloga i terreni e all’ultimo articolo prevede che, a sostegno dell’attività agricola e dello sviluppo rurale per le aree soggette a espianto, la Regione, compatibilmente con la normativa comunitaria e nazionale, valuta l’introduzione di criteri premiali nell’erogazione dei finanziamenti. È su questo che avremmo voluto uno sforzo maggiore”.

“Altrimenti  parliamo di ulivi dimenticandoci – prosegue – chi vive di questa pianta. La politica – ha proseguito Zullo – deve andare oltre il tecnicismo, oltre una visione rigida;  deve guardare ai bisogni della gente, che sono quelli che noi non abbiamo valutato”.

“Io mi metto nel “noi”  – ha aggiunto Zullo – però il nostro senso di responsabilità è stato massimo in questa occasione. Abbiamo fatto di tutto con interrogazioni, con ordini del giorno, con richieste di convocazione del Consiglio, con presenze nelle Commissioni. Purtroppo la maggioranza non ha  saputo cogliere il bisogno della gente che vive in queste situazioni. Noi mettiamo in quarantena, facciamo tutti i cordoni fitosanitari, facciamo tutto, facciamo l’espianto, apponiamo il vincolo di inedificabilità, ma cosa facciamo, poi, rispetto a queste persone? Questa è la domanda alla quale non ci è stata data risposta”.

Condividi
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Nessun commento

Commenta l'articolo