Xylella, la Consulta boccia la legge regionale sui vincoli urbanistici

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Vincoli urbanistici sui terreni Xylella? Tutto da rifare per la Regione Puglia. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una norma della Regione Puglia contenuta nella legge 7 del 2016 che fissa vincoli urbanistici sui terreni interessati dall’espianto degli ulivi colpiti da xylella.

La legge approvata dal Consiglio regionale (non senza polemiche) prevedeva che i terreni interessati da espianto, abbattimento o spostamento degli ulivi colpiti da xylella fastidiosa non possono cambiare tipizzazione urbanistica per sette anni.

Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, il Gruppo regionale di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola).

“Leggi regionali fatte in tutta fretta, ora per dare qualche poltrona ora per reggere una maggioranza sempre sul chi va là: questi sono i provvedimenti che la giunta Emiliano sta producendo e che la Consulta sta bocciando.  L’altro giorno la legge sui Consorzi, oggi quella Urbanistica con la quale è stato deciso di disporre il divieto di costruire sui suoli colpiti da Xylella. Una legge più conosciuta col nome del consigliere regionale del Partito democratico, Blasi, che minacciò, un anno fa, di lasciare la maggioranza se non fosse stata approvata. Emiliano in questo caso era fin troppo consapevole che si trattasse di un provvedimento a rischio costituzionale, tant’è che in un primo momento riuscì anche ad evitare l’approvazione, salvo poi cedere di fronte al ricatto politico che oggi produce l’ennesima figuraccia alla Regione Puglia”.

“In questo caso a essere bocciata dalla Corte Costituzionale è, peraltro, un’ideologia che serpeggia molto in questa maggioranza: la distinzione fra pubblico e privato, nella convinzione che ciò che fa il primo ha una sorte di manto di ‘positivo’, mentre il secondo prende le sembianze del ‘diavolo’. La legge, nel comma bocciato, riguarda proprio questa distinzione per cui le opere pubbliche potevano avere una deroga ed essere comunque realizzate e quelle private invece erano sempre e comunque “cattive” e quindi da vietare.  Fino a quando questa maggioranza sarà pervasa da questo astio nei confronti del ‘privato’ la Puglia non crescerà: lo sviluppo di un territorio è il felice connubio fra l’attività pubblica e quella privata, l’una non esclude l’altra. L’una rispetta l’altra!”.

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Redazione
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