Scuola, oggi lo sciopero degli insegnanti della scuola Primaria e dell’Infanzia

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Inizia con le porte chiuse il 2018 del mondo della scuola primaria. Sit in di protesta degl insegnanti in numerose città italiane e manifestazione davanti al Miur a Roma. Ad incrociare le braccia sono stati gli insegnanti della scuola Primaria e dell’Infanzia. Cortei e manifestazioni anche davanti agli Uffici Scolastici regionali di Bari, Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari e Catanzaro.

A Bari, tuttavia, non si segnalano situazioni particolarmente complicate.

Lo sciopero è stato proclamato per protestare sulla vicenda delle maestre con il diploma magistrale – circa seimila in questa situazione – assunte con riserva e che, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, devono tornare a fare le supplenti.

In pratica un colpo di spugna per circa 43.600 i diplomati magistraliche di fatto sono tolti dalle graduatorie ad esaurimento, il canale per arrivare a una cattedra di ruolo.

Per effetto di questa sentenza, la n. 11/2017 i docenti con diploma magistrale conseguito prima del 2001 potrebbero, da un momento all’altro, essere cancellati dalla GaE (Graduatoria ad Esaurimento), anche se per effetto di quelle graduatorie sono già entrati di ruolo.

Con il decreto interministeriale 10 marzo 1997 fu, in materia, previsto un regime transitorio, che conservò ai diplomi magistrali conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002 il valore di titolo idoneo alla inclusione nelle graduatorie permanenti o ai concorsi per titoli ed esame a posti di insegnamento.

Tale procedura è stata dichiarata infondata giuridicamente, in quanto, per insegnare, è obbligatorio il possesso di una laurea. Sta di fatto, però, che in passato vi sono stati diversi orientamenti giurisprudenziali, che hanno dato ragione a chi rivendicava la situazione di fatto che nel frattempo si era creata: infatti, i diplomati magistrali iscritti nelle GAE a seguito dei contenziosi di cui trattasi sono più di 43.000, mentre sono più di 6.000 quelli che sono stati assunti in ruolo.

Tutta colpa, hanno fatto sapere i Cobas a fine anno quando hanno annunciato il calendario delle proteste, della “vergognosa” sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali.

“Abbiamo chiesto all’Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza del Consiglio di Stato. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee”, ha detto la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Anche Cosimo Borraccino, consigliere regionale di Sinistra Italiana, condivide lo sciopero degli insegnanti di questa mattina. “Occorre pensare – ha detto – ad una soluzione politica del problema. E’impensabile cancellare un’intera categoria di lavoratori e lavoratrici che in molti casi operano già da anni nella scuola. L’Amministrazione dovrà trovare una soluzione che riconosca i diritti di tutti e non lasci a casa nessuno, evitando una nuova mortificante guerra fra poveri”.

“Il MIUR – conclude Borraccino – ha coinvolto l’Avvocatura Generale dello Stato, chiedendo un parere sui tempi e sulle modalità di applicazione della Sentenza, al fine di garantire l’uniformità di attuazione sul territorio nazionale. Va bene, ma non basta: il problema è di volontà politica ed è in sede politica che va risolto. “

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