Auto ibride, numeri in crescita in Italia, ma restano piccoli rispetto a diesel e benzina

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Il mercato automobilistico ormai è conscio del fatto che le auto a gasolio saranno bandite sempre più spesso dai grandi centri urbani: Milano, Roma, e Torino seguendo l’esempio di importanti città europee e non come Madrid, Atene, Parigi e soprattutto Londra hanno dichiarato di voler eliminare completamente le auto Diesel entro il 2030, in favore del più pulito motore Ibrido, ibrido plug-in ed elettrico.

E del resto la classifica delle auto ibride più vendute in Italia fotografa un mercato in forte espansione, sebbene i numeri assoluti siano ancora molto piccoli.

Infatti i dati di vendita di auto ibride e ibride plug-in in Italia dimostrano essere in crescita nell’ultimo trimestre di oltre il 4%, le elettriche invece fanno segnare un aumento del 130% rispetto allo stesso periodo del 2017. In ogni caso stiamo parlando di 440 auto ibride vendute in più al mese, che continuano ad essere numeri risibili se comparati con la dimensione del mercato italiano e i numeri che il mercato ell’ibrido sta ottenendo negli altri paesi d’Europa.

Secondo un’analisi del mercato automobilistico italiano elaborata da Energy&Strategy (E&S) Group del Politecnico di Milano, le auto diesel attualmente occupano la quota maggiore di mercato (56,1%) anche se in diminuzione rispetto al 57,7% dello scorso anno.

Il trend negativo delle auto diesel (-2,9%) si accompagna anche ad una contrazione delle auto alimentate a benzina (-1,5%), così come un netto calo è stato registrato anche dalle auto a metano (-4,9%). Per le auto ibride ed elettriche, invece, il cittadino italiano mostra un sempre più marcato interesse, con tassi di crescita rispettivamente del 21,4% e del 43,6%.

Le immatricolazioni del solo mese di agosto, sottolinea E&S, hanno portato ad un risparmio di CO2 nell’ordine delle 72 mila tonnellate/anno anche per effetto della sostituzione di auto appartenenti al vecchio parco auto circolante (euro 0/1/2).

Attualmente, la distinzione è tra ibrido e ibrido plug-in. Vediamo qual è la distinzione.

IBRIDO

Quando si parla di ibrido, si fa riferimento alla presenza di due motori: uno elettrico ed uno termico, normalmente a benzina, anche se alcune case automobilistiche stanno discutendo della maggiore efficienza termica del diesel.

La riduzione delle emissioni tossiche è da imputare alla presenza del motore elettrico, il cui funzionamento viene supportato dal propulsore termico interno che ha il duplice scopo di trasformare chimicamente attraverso la combustione, il carburante in energia cinetica, e quella di caricare la batteria del motore elettrico, garantendo vantaggi a livello ambientale, ma assicurando anche un risparmio in termini economici soprattutto nelle fasi di massimo carico, durante le quali la spinta esercitata dal motore elettrico permette di ottenere maggiori prestazioni, mantenendo basso il consumo di carburante.

IBRIDO PLUG-IN

La differenza con l’ibrido plug-in normalmente consiste nella presenza di batterie di maggiore capacità e nella possibilità di ricarica tramite collegamento ad apposita colonnina. In pratica una vettura ibrida ricarica le proprie batterie direttamente dalla rete elettrica domestica come un’auto elettrica, ma può utilizzare con efficienza un motore a benzina come un’auto ibrida, liberandoti dalla preoccupazione di esaurire la carica nei tragitti più lunghi.

Normalmente il motore ibrido (normale o plug-in) interagisce attivamente interscambiandosi con il termico durante l’andatura del veicolo, tuttavia alcune case automobilistiche stanno vagliando nuove possibilità che prevedono l’utilizzo di batterie più piccole (mild Hybrid) per utilizzarne la potenza per alimentare l’automobile nelle fasi più stressanti come la partenza da fermo oppure per alimentare il sistema di infotainment, in questo caso però il risparmio si riconduce drasticamente, così come i benefici per l’ambiente.

In sostanza, il mercato dell’ibrido è in crescita, ma deve compiere ancora molti passi in avanti per poter essere davvero competitivo. Intanto il primo obiettivo è stato raggiunto: i prezzi delle vetture ibride ormai sono paragonabili con quelle tradizionali.

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