Xylella, una serra a Gagliano del Capo per studiare ulivi resistenti al batterio

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Dalla Germania una raccolta di fondi permette di studiare in Puglia la ricerca di alcuni varianti di ulivo in grado di supportare e sconfiggere il batterio della Xylella. Uno studio sul campo in una serra attrezzata è stata inaugurata stamattina presso l’oleificio Forestaforte, a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce.

La serra è stata realizzata con i proventi di una raccolta fondi promossa ed attuata dalla rivista tedesca Merum con la collaborazione della rivista “Der Feinschmecker”.

In poche settimane sono stati raccolti oltre 25mila euro donati da lettori tedeschi, svizzeri ed austriaci, ma anche dalla stessa Merum, per sostenere lo sforzo congiunto di produttori e ricercatori nella ricerca di olivi resistenti al batterio.

La serra è stata consegnata al presidente del Consorzio Dop Terra d’Otranto, Giovanni Melcarne, e sarà a disposizione dei ricercatori dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) del Cnr per lo svolgimento di attività sperimentali (propagazione di piante, saggi biologici ed altro) funzionali alla ricerca di germoplasma di olivo resistente.

La sperimentazione è stata avviata su base volontaria nella primavera del 2016 in 13 ettari di oliveti messi a disposizione da Giovanni Melcarne con la partecipazione di alcuni tecnici e ricercatori, e che, con un accordo siglato nei giorni scorsi tra Servizio fitosanitario regionale e Ipsp – Cnr, ha visto concretizzato l’essenziale ed importante sostegno finanziario della Regione Puglia e dello stesso Cnr.

Presente a Gagliano del Capo per l’inaugurazione anche Michele Emiliano, presidente della Giunta Regionale della Puglia. “La Regione Puglia – ha dichiarato Emiliano – oggi inaugura una struttura, frutto di una donazione di una rivista, che diventa complementare ad una ricerca per individuare le specie resistenti alla Xylella. Una ricerca nella quale la Regione Puglia sta investendo una somma molto importante 1.200.000 euro con altri 600.000 euro del CNR. La Xylella non può essere fermata, bisognerà rallentarne l’espansione per dare il tempo agli agricoltori di trovare i rimedi per fronteggiarla nella maniera più giusta. Pensare di poter bloccare miliardi di insetti che si diffondono utilizzando ogni mezzo è una cosa molto difficile, noi ce la stiamo mettendo tutta e cercheremo di dare il tempo agli scienziati di trovare un rimedio”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti Emiliano ha detto: “Le norme che dobbiamo applicare sono queste: quando si individua una pianta infetta, come l’ultimo ulivo trovato nella zona di Monopoli, questo deve essere tagliato e devono essere tagliati tuti gli ulivi nell’arco dei 100 metri, quindi un intervento pesantissimo (la cosiddetta zona cuscinetto). E lo stiamo facendo. Naturalmente, se c’è l’impugnativa da parte del proprietario o quando c’è una zona protetta dal punto di vista paesaggistico, tutta l’operazione si blocca. Ecco perché abbiamo chiesto al Ministro dell’Agricoltura dei mezzi giuridicamente più rapidi per fare queste operazioni”.

Sono intervenuti all’inaugurazione della serra Giovanni Melcarne, Presidente DOP Terra d’Otranto; Giuseppe Tedeschi, Dirigente Osservatorio Fitosanitario Regione Puglia; Donato Boscia, Dipartimento di Scienze Bio-Agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Andreas März, Direttore della rivista Merum a Prowein; Pierfederico La Notte, ricercatore dell’IPSP del CNR e Responsabile Scientifico del Progetto RESIXO;  Sebastiano Vanadia, membro della redazione di Infoxylella.it.

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