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Quello che Trump non ha detto: temi e cifre del discorso di insediamento

Quello che Trump ha detto è stato dibattuto in lungo e in largo in questi ultimi giorni, temi vecchi e nuovi, alleanze che vanno e vengono, sogni di un paese più coraggioso, orgoglioso e sognatore. Ma quello che andrebbe analizzato con maggior attenzione è quello che non è stato detto nel discorso del 20 gennaio 2025. O meglio, quello di cui il nuovo inquilino della Casa Bianca ha preferito non parlare. Vediamo insieme alcuni argomenti del suo discorso.

Trump 2025 i temi tralasciati: cambiamento climatico

È forse il più grande assente nel discorso tenuto da Trump: parliamo del cambiamento climatico. Infatti il 47° presidente della storia degli Stati Uniti si è limitato a ricordare le vittime e a citare le ultime tragedie che hanno colpito il Nord Carolina e Los Angeles senza spiegare quali ne fossero le cause, si è limitato a parlare di uragani e di incendi che imperversano sul paese ma nessun collegamento con il surriscaldamento terrestre, dei nostri mari e oceani, nessun collegamento con le emissioni di CO2 che a quanto pare riprenderanno più forti di prima, dopo aver annunciato e firmato la fine del Green New Deal così come la revoca del mandato dei veicoli elettrici. In pratica si torna all’estrazione di petrolio e gas, seguendo lo slogan “We will drill, baby, drill”. Meglio dunque mandare gli astronauti americani a piantare la bandiera a stelle e strisce sul pianeta Marte, piuttosto che salvare questo pianeta. Le uniche emergenze citate da Trump sono due: quella con la frontiera a Sud (Remain in Mexico policy) e quella energetica, ma qui l’attenzione si sposta più sul lato economico (inflazioni, prezzi energia alle stelle, petrolio, auto non elettriche ecc) che sul lato ambientale. E anche qui, più che uno slancio verso il futuro, pare ci sarà un triste ritorno al passato.

Trump 2025 i temi tralasciati: guerre

Se da una parte Trump indica che vorrà essere ricordato come unificatore e pacificatore, d’altra parte proprio pochi istanti prima ha scandito bene la sua intenzione di costruire, come nel 2017, l’esercito più potente che il mondo abbia mai visto. Non proprio le parole di un pacificatore insomma. Non sono stati citati né Putin né Zelensky, né tantomeno l’Europa o la Nato. Insomma tra le sue attuali priorità non ricadono propriamente i rapporti con l’Occidente. Diversa invece la situazione in Medio Oriente, citato nel discorso per ricordare il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi appena avvenuti. Eppure i temi caldi, legati a Canada, Groenlandia e, last but not least, Panama sono lì e aspettano di essere trattati. Così come la pace sbandierata richiedendo l’innalzamento del tetto alla spesa militare fino al 5% del PIL.

Trump 2025 i temi tralasciati: futuro

Una cosa è certa, non ci sarà spazio per generi diversi da quello maschile e femminile. E questo scatena già molti dibattiti. Ci sarà spazio davvero per qualcuno? Un po’ come avvenuto nel discorso di Zuckerberg, CEO di Meta, ci si interroga sul futuro dell’inclusività di alcune persone che, al momento, sembrano lasciate al proprio destino e fuori dalle frontiere di un’America libera e grande. Nelle parole di Trump poi emerge un dettaglio non trascurabile. Tutta la narrazione sembra costantemente incentrata sul passato, una rievocazione di eventi gloriosi condotti da persone straordinarie, un mondo utopico in cui tutto era possibile e realizzabile.  Contadini, soldati, cowboy e operai, metalmeccanici e minatori di carbone, agenti di polizia e pionieri…Si parla di futuro, un futuro in cui l’America non si farà conquistare, intimidire o distruggere. Cosa avverrà invece nel presente, al di là dei proclami, non è dato saperlo. Di certo il discorso tradisce sudditanza e timori nei confronti di una Cina più forte che mai, che costruisce alleanze e collabora alla pari con tutti i paesi senza rapporti di gerarchia particolari.

Trump 2025 i temi tralasciati: novità e nuove alleanze

Sarò ispanico asiatico o afroamericano? Nel giorno dedicato a Martin Luther King c’è chi evoca saluti romani e lo stesso Donald rinomina la giornata “The Liberation Day”, liberazione da che cosa non è dato saperlo però. Nel 2017 durante il suo precedente discorso di insediamento, ricordò che era la gente “the people” che tornava ad essere al centro della nazione.  Nel frattempo le comunità americane si sono espresse nel voto democratico e questo serva di lezione ai successori di Obama, Biden e della Harris. Trump è stato votato da numerose famiglie americane che chiedevano un cambio di passo, una chiusura dei confini piuttosto che un’apertura, minor dipendenza da fonti energetiche estere e da manovalanza straniera. E sulla base di queste promesse, Trump ha vinto portando due novità: il Ministero dell’efficienza e l’Agenzia delle Entrate per tasse e dazi nei confronti dei paesi straniere. Anche in questo caso, difficile che gli altri paesi restino a guardare. E difficile che le alleanze aumentino, con tutte queste politiche militari, protezionistiche e isolazionistiche.

Trump 2025 i temi tralasciati: conclusioni

Tre volte Trump cita la parola gold, oro, due volte in riferimento alla cosiddetta golden age, età dell’oro che ricomincia con il suo mandato e una volta in riferimento al liquid gold, oro liquido che si trova sottoterra con chiaro riferimento ancora una volta ai giacimenti petroliferi e di gas. La guerra nel sottosuolo e alle terre rare non si è mai fermata e la Cina appare in vantaggio, che sia questo il motivo per cui l’alleato Musk potrà fare la differenza se non sulla Terra su altri pianeti?

Il nostro destino è tra le stelle dice ancora Trump. Certamente se continuiamo di questo passo, non ci sarà più motivo e possibilità di vivere sulla terra.

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