50esimo delle Regioni. Oggi i Governatori incontrano Mattarella al Quirinale

Nel 50° anniversario della istituzione delle Regioni a statuto ordinario la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha organizzato una sessione di confronto interregionale – “Dopo l’emergenza la ripartenza: le proposte delle Regioni e delle Province autonome” – che si è tenuto questa mattina a Roma.

L’incontro politico e istituzionale si è articolato in tre tavole rotonde, ciascuna dedicata ad una macroarea tematica: “Dalla parte delle persone” (come migliorare la sanità, il welfare, la scuola, i servizi pubblici); “+ Imprese + Lavoro = Sviluppo (la capacità di produrre per la qualità: quando il new deal è green. Un nuovo modo di intendere lo sviluppo – dall’economia circolare alla sostenibilità, dalla digitalizzazione alla internazionalizzazione, nuova agricoltura-nuovo turismo – è il segno del mondo del lavoro che cambia); “Il territorio: 20 facce della stessa Italia” (Liberiamo il Paese: infrastrutture e trasporti. La lotta al dissesto idrogeologico e all’inquinamento. La protezione civile fuori dall’emergenza.  Il valore delle identità fra monumenti, paesaggi, luoghi della cultura e beni ambientali. Solidarietà e coesione delle Regioni in Europa).

Il confronto ha portato alla elaborazione e all’approvazione di un “documento” finale da rappresentare al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’incontro di questo pomeriggio al Quirinale.

“Le regioni hanno funzionato e funzionano meglio dello Stato centrale. Riescono a gestire meglio la sanità, le esigenze delle persone, gli aiuti alle imprese, i rapporti con l’Europa. E questo era stato previsto dai padri costituenti tanti anni fa”.

Lo ha detto il presidente Michele Emiliano intervenendo questa mattina a Roma nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni delle Regioni italiane.

“Naturalmente – ha proseguito Emiliano – noi chiederemo che questo sistema regionale possa essere rafforzato, chiarendo i dubbi sulle competenze che qualche volta rallentano il funzionamento sia dello stato centrale che delle regioni, ma soprattutto di investire di più sulle persone, sui servizi alle persone. Il welfare, la scuola, la sanità seguite più da vicino da parte delle regioni funzionano meglio e si adattano di più alle realtà territoriali che ovviamente sono inevitabilmente diverse”.

“Le Regioni mostrano ancora oggi di avere velocità e modernità straordinarie, riescono a dialogare con l’Europa quotidianamente meglio dello Stato centrale, governano sia gli assetti strategici che le questioni locali con maggiore padronanza e soprattutto costituiscono nel momento del bisogno, mi riferisco alla Protezione civile nell’emergenza covid, una spalla fondamentale per il Governo nazionale, perché senza le Regioni, molte delle attività che vengono sviluppate sul territorio sarebbero impossibili. Questi primi 50 anni sono trascorsi in una sorta di rodaggio, i prossimi vedranno protagoniste le Regioni perché assicurano la connessione sentimentale e pragmatica del popolo italiano col proprio Governo”.

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Redazione
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