In un momento di grande incertezza, quando tutto sembra cambiare violentemente, quando nuove sfide si presentano e la nostra capacità di adattamento è chiamata in causa, questo libro più di altri si rivela un fedele compagno. Parliamo di un piccolo testo di un centinaio di pagine e di soli tredici capitoli, un libro che è entrato nella leggenda, un libro che parla di propensione, di strategia, disciplina e leadership.

Un volume scritto nel sesto secolo avanti Cristo dal generale e filosofo cinese Sun Tzu, vissuto durante la dinastia Zhou. Su di lui poche certezze, come spesso accade per altri illustri scrittori del passato; c’è chi addirittura sostiene che il testo non sia il lavoro di un unico autore ma di tanti pensatori ovvero, una collezione di esempi e consigli strategici riuniti poi da Sun Tzu. 

Comunque sia, questo prezioso testo, fonte di ispirazione è reale ed è stato nel tempo tradotto in molte lingue e oggetto di studio. Un manuale prezioso, ricco di consigli pratici e di una saggezza che può essere di uso nell’arte della guerra ma anche applicata al fine di prevalere nelle piccole e grandi battaglie della vita quotidiana, sul lavoro, nello studio e più in generale nel raggiungimento degli obbiettivi preposti. Per questo suo carattere universale il testo travalica il tempo ed è attuale tutt’oggi, infatti è un testo studiato e apprezzato da manager, militari insegnanti e strateghi e da tutti coloro che vogliono comprendere non solo “l’Arte della guerra”, ma le astuzie attraverso le quali dominare in ogni sfida.

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Come tutti coloro che conoscono il sacrificio e il dolore che la guerra porta con se, il suo autore indica nella battaglia senza spargimento di sangue la più grande vittoria, questo atteggiamento porta alla memoria una celebre frase del Duca di Wellington quando dopo aver battuto Napoleone (che era un formidabile stratega e si dice conoscesse il libro di Sun Tzu “l’arte della guerra”) a Waterloo esclamò: dopo la perdita di una battaglia la seconda più grande tragedia è la vittoria di una battaglia.

Al contrario dell’omonimo libro di Macchiavelli, che è un testo del suo tempo incentrato sulle tecniche di combattimento, il libro di Sun Tzu è un ampio trattato sulla filosofia dello scontro, e sulla preparazione strategica ad esso, sulla propensione, la predisposizione, al punto di asserire che prima dello scontro le battaglie sono già vinte o perse, e che l’atto del combattimento in sé, è spesso solo una pura formalità. Il testo inizia ricordando al lettore che la guerra è un’arte di vitale importanza per lo stato, una questione di vita o di morte, che va studiata e conosciuta, …devi poter ingannare il tuo nemico: appari debole quando sei forte e forte quando sei debole.

Conosci i tuoi punti di forza e le tue debolezze. Se puoi: vinci senza combattere. Ecco che più che sullo scontro in sé, Sun Tzu ci parla del momento precedente ad esso dove si può appunto vincere senza combattere, dissimulando, confondendo l’avversario, rovinando la sua tattica e minando la sua determinazione.

Il testo fa riferimento spesso all’autocontrollo, alla percezione del proprio io, alla conoscenza di sé stessi, alla meditazione. Evidente è l’influenza della dottrina Taoista in questo lavoro di grande profondità spirituale. Credo sia un libro indispensabile, che ho potuto apprezzare in molte versioni e adattamenti di cui possiedo perfino un’edizione a fumetti. È un ottimo regalo, adatto a tutti, un testo che non solo ci apre alla filosofia orientale ma concede pratici consigli sulla gestione delle crisi e del proprio io. Ha la magia di non passare mai di moda, può essere letto e riletto con diversi gradi di comprensione, e dunque mi sento di inserirlo tra i compagni più fedeli per la costruzione di un divenire felice.

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Gabriele Andreoli
Prof. Gabriele Andreoli, socio “dell’American Society of Diplomacy and Political Science”, professore onorario dell’università Cattolica, Miami, USA, accademico in scienze sociali IASS, Florida, USA, scrittore e ricercatore.