Dieci ballerine di fama internazionale si raccontano, senza riserve, nel libro #Dancer nato dall’idea di una grande appasionata, Deborah D’Orta, che ha deciso di rendere omaggio a questa disciplina intervistando Mariafrancesca Garritano, Sabrina Brazzo, Petra Conti, Letizia Giuliani, Anbeta Toromani, Virna Toppi, Beatrice Carbone, Mara Galeazzi, Luisa Ieluzzi e Pompea Santoro.
La bellezza, la dolcezza, la forza, determinazione e coraggio, di ciascuna di loro si può leggere in ogni pagina di questo libro che accompagna il lettore nel mondo della Danza.
Tra le protagonista risalta la storia dell’étoile internazionale Petra Conti, Principal dancer del Los Angeles Ballet, già prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano e del Boston Ballet.
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L’impegno di Deborah D’Orta, grazie all’amicizia nata con Petra Conti durante la stesura del libro, va poi ben oltre il suo amore per la danza, concretizzandosi nel sostegno ad una causa di grande importanza: i proventi derivanti dal diritto d’autore maturati grazie alla vendita di #DANCER saranno, infatti, interamente devoluti a favore dell’organizzazione non profit CURE Childhood Cancer, di cui Petra è sostenitrice e testimonial attiva con il suo progetto “Point Shoes for a CURE”. La campagna di raccolta fondi dell’étoile, che vede a fronte di una donazione minima di 100 dollari all’associazione il dono di un paio di sue scarpette da punta autografate con dedica, ha raccolto in due anni oltre 11,000 dollari e ora si avvale della collaborazione della giovane autrice, con cui stanno nascendo nuovi progetti stimolati dal libro.
«CURE Childhood Cancer – afferma Petra Conti – è un’organizzazione non profit americana impegnata dal 1975 nella lotta alle varie tipologie di cancro infantile. Io stessa ho sofferto nella mia vita di questa terribile malattia: quando nel 2016 mi hanno diagnosticato un cancro al rene ho scoperto cosa volesse dire pensare di ballare per l’ultima volta e, da allora, ho iniziato a vedere tutto da un altro punto di vista. Una volta guarita, ho pensato di dare anch’io il mio contributo per aiutare le persone che soffrono e, soprattutto, i bambini affetti da questa patologia. Per questo ho dato vita alla campagna di fundraising “Point Shoes for a CURE” a sostegno dei programmi di CURE Childhood Cancer, volti alla ricerca scientifica e a rispondere alle necessità di supporto fisico, psicologico, educativo e finanziario a cui vanno incontro le famiglie dei piccoli pazienti durante la cura e oltre, perché tutti hanno il diritto di realizzare i propri sogni».




















