Effetto Airbnb. Il noto portale ha letteralmente rivoluzionato il mondo del turismo. Tra favorevoli e contrari, tra coloro che esprimono un giudizio positivo e coloro che guardano con più di un sospetto l’attività di intermediazione turistica, è innegabile che nell’industria delle vacanze esiste un prima e un dopo rispetto all’avvento di Airbnb. Verità ancor più inconfutabile se si guarda allo scenario turistico italiano.
Riccardo Staglianò, inviato de «la Repubblica» che scrive inchieste e reportage per il «Venerdì», nel suo libro “L’affittacamere del mondo. Airbnb è la nostra salvezza o la rovina delle città?”, edito da Einaudi, propone una vera propria indagine sull’inarrestabile fenomeno senza pregiudizi di sorta ma con l’obiettivo di porre l’attenzione del lettore su tutti i risvolti che entrano in gioco.
Da un lato, infatti, grazie ad Airbnb tanti italiani, in piena crisi economica, hanno avuto la possibilità di crearsi un nuovo “lavoretto” che aiuta ad arrivare a fine mese. Preso atto che l’Italia è sempre stata meta prediletta del turismo internazionale e in cui 8 cittadini su 10 vivono in una casa di proprietà e 4 giovani su 10 non hanno lavoro, è facile comprendere come in tanti abbiano fiutato l’affare. Cosí chi ha ereditato l’appartamento ma non il posto fisso ha cominciato a ricavare dalle quattro mura il proprio sostentamento. Dall’altro lato, però, le analisi in materia parlano di un vero e proprio “sfratto” dei residenti e della trasformazione dei centri storici in parchi a tema. Le cronache degli ultimi anni sono ricche di pareri negativi espressi da comitati anti-movida e da urbanisti preoccupati dallo snaturamento delle città d’arte e della “disneyficazione” di tanti borghi. Senza considerare le periodiche accuse rivolte ad Airbnb, così come ad altre potenti piattaforme online, di elusione fiscale e di concorrenza sleale agli albergatori.
Un confronto – scontro ancora aperto, sempre in cerca di una regolamentazione che possa coniugare le diverse esigenze per governare il fenomeno, che il libro di Staglianò contribuisce a comprendere meglio. Al lettore, quindi, l’ardua sentenza.








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