Cinema: Sebastiano Pupino, da Taranto a Taranto con il suo progetto di corto Horror

Tarantino di origine, ma da tempo lontano dalla sua città di origine per seguire il proprio percorso artistico e professionale. Il regista Sebastiano Pupino ha lavorato a lungo nell’industria cinematografica.

Nel 2009 ha diretto Refrain, un cortometraggio surreale girato in Super 16mm. Nel 2015 si è trasferito a Londra per studiare regia al Master Filmmaking Course al Goldsmiths College. Il suo cortometraggio Gadget è stato presentato in anteprima al 42° Boston Sci-fi Film Festival ed è stato proiettato in molti altri. Nel 2020 produce The Last Bite, un lungometraggio d’essai prodotto con l’artista VFX Emanuele Serra.

E proprio insieme a Serra e stato prodotto Rain, Rain, Go Away, un cortometraggio in lingua inglese horror che ha già ricevuto ottime recensioni nella sua prima assoluta, avvenuta a Londra nel FrightFest.

Il corto sarà una delle pellicole che verranno proiettate durante il Monsters Taranto Horror Film Festival, in programma nel capoluogo jonico fino al 29 ottobre prossimo.

L’appuntamento con il corto di Pupino e Serra è previsto per Venerdì 27 ottobre alle ore 18.

Alla vigilia dell’appuntamento con il Film Festival tarantino abbiamo incontrato il regista tarantino per chiacchierare del suo progetto e, più in generale, di cinema.

Parliamo del corto, come e quando nasce?

“Io ed Emanuele Serra ( ndr co-produttore e VFX Artist) abbiamo da sempre avuto la voglia di produrre un corto horror essendo appassionati del genere. Ci siamo messi alla ricerca di una sceneggiatura e ci siamo imbattuti in Thalia Kent-Egan, una brillante regista e sceneggiatrice inglese che fortunatamente aveva la storia pronta per essere prodotta. Appena abbiamo letto il copione di Rain, Rain, Go Away, abbiamo capito subito che era la storia giusta da raccontare”.

Quali specifiche tecniche settoriali sono utilizzate per la sua realizzazione?

“Io ed Emanuele veniamo dal cinema sperimentale, quindi con ogni nuovo progetto cerchiamo di individuare nuove tecniche per realizzare specifiche inquadrature o effetti visivi. In questo caso l’idea era di unire VFX ed effetti visivi pratici vecchia scuola. Ovviamente in questo film i fiori giocano un ruolo fondamentale – una delle scene principali vede la protagonista Clari guardarsi allo specchio dalla quale ne scaturisce un vortice di petali – quell’effetto speciale è stato realizzato con una tecnica di generazione procedurale che rende il vortice unico e irripetibile”.

Qual è il messaggio che si vuole trasmettere allo spettatore?

“E’ una domanda a cui non vorrei rispondere, è una cosa soggettiva direi!”

Parliamo di Pupino come regista e professionista. Raccontaci il tuo percorso artistico…

“Sono nato a Taranto e ho studiato e lavorato nell’industria cinematografica a Roma per diversi anni. Circa 8 anni fa mi sono trasferito a Londra dove ho deciso di continuare la mia carriera professionale. Ho avuto la fortuna di lavorare con Emanuele su un corto nel 2016 e da allora non abbiamo smesso di produrre film indipendenti”.

Perché produrre – ad oggi – per il genere horror?

“Produrre Rain, Rain, Go Away adesso è stata anche una scelta strategica – il cinema horror è più forte che mai e se dai un’occhiata alle sale in giro per il mondo ti rendi conto che oltre ai blockbuster ci sono sempre 2 o 3 film horror in programmazione. Da un punto di vista artistico, è un genere molto versatile che lascia spazio ai filmmakers di sperimentare con la narrativa”.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

“Continuare a produrre film!”

Parliamo di cinema horror, Quanto può incidere il cinema horror, a tuo giudizio, sul territorio pugliese? O meglio… può funzionare? Può diventare una risorsa economica come avviene per altri generi, per esempio le fiction che spesso vengono girate in Puglia?

“La Puglia è formidabile in termini di location. Ogni angolo del territorio può essere il set di un film horror. Le produzioni cinematografiche portano sempre una crescita economica nel territorio quindi ben vengano!”

Guardando al consumo audiovisivo, i pugliesi sono avvezzi al cinema horror?

“Vedendo il grande interesse dietro i festival di film horror credo proprio di si”.

Con quali strumenti gli enti pubblici possono sostenere e supportare questo genere d’arte cinematografica?

“Cercando di dare visibilità a nuovi talenti attraverso incentivi, facilitazioni (per esempio nell’uso e creazione di set sul territorio) e spazi editoriali per esempio sulle reti regionali (e nazionali!)”

Allarghiamo il discorso, e parliamo di cinema. Come forma d’arte, in cosa il cinema può e deve migliorare per tornare e ricoprire la centralità di un tempo?

“Credo che ogni forma d’arte abbia le sue fasi e le sue correnti – il cinema è molto complicato in termini di tempi di produzione e fruizione. Non credo che il cinema sia peggiore o migliore adesso, credo solo che l’attenzione di alcune persone si sia spostata su altri medium di più immediata fruizione”.

Cosa e come cambia, a tuo avviso, la fruizione del cinema e dei film con le recenti piattaforme digitali?

“Le piattaforme streaming hanno aperto la strada a molti filmmakers e dato loro la possibilità di un audience più vasto. Sono ancora convinto però che l’esperienza di un sala cinematografica sia irripetibile in un altro contesto e certi film esprimono il loro pieno potenziale quando guardati in sala”.

Il cinema ha bisogno dei festival o i festival hanno bisogno del cinema?

“Io mi occupo di cinema indipendente e i festival sono molto importanti per il mio settore. Spero che l’interesse ai festival e al cinema come forma d’arte non finisca mai”.

E naturalmente ce lo auguriamo anche noi. Che altro aggiungere? Raggiungiamo Taranto, e facciamoci venire i brividi con Monster.

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