“Essere di nuovo qui è emozionante: questa è una vita nuova, stimolante, che sto affrontando con massima serenità. Se ho accettato di tornare è per questo e perché voglio dimostrare che nonostante la mia età posso ancora esprimere qualcosa sul campo”. Queste le parole di Ciccio Brienza alla vigilia della sfida contro l’Igea Virtus, gara in cui dovrà scontare l’ultima giornata di squalifica. “In Coppa Italia contro il Bitonto farmi giocare nel ruolo di regista è stato un esperimento del mister ed è stato utile, perché avevo bisogno di giocare e rientrare in partita. Quando ho iniziato a giocare facevo l’attaccante puro, poi man mano sono stato spostato dietro e ho ricoperto più ruoli: trequartista, mezz’ala o più basso ancora, come è successo l’anno scorso contro l’Empoli”.

La sua storia con i galletti sembrava essere volta al termine dopo il fallimento societario dello scorso luglio e invece il fantasista originario di Ischia ha accettato di scendere sui polverosi campi della Serie D per aiutare i biancorossi a risalire la china verso il professionismo. “Quando ho detto che ripartiamo dalla polvere – ha detto – per arrivare in paradiso è perché dopo quello che è successo a una piazza come questa, che merita altri palcoscenici, si può solo risalire. Il rammarico per lo scorso anno è che forse la squadra avrebbe potuto fare qualcosa in più per raggiungere l’obiettivo che avevamo. Ecco, se devo riassumere, siamo diventati squadra troppo tardi”.

Brienza deve scontare l’ultima giornata di squalifica. Espulsione arrivata nella sfida playoff contro il Cittadella al termine della scorsa stagione: “La squalifica dispiace, ma in quel momento mi sono girato e dietro non vedevo più nessuno. Mancava ancora qualche minuto e ho fatto fallo. Chiudere così è stato brutto sicuramente, ma allo stesso tempo mi sentivo sereno per quello che avevo dato in campionato”.

A quasi 40 anni Brienza ritrova la forza per lottare fin dal basso: “Ho sempre detto che avrei voluto festeggiare i 40 anni in serie A. Ora invece riparto da qui e l’obiettivo è riprendere ciò che è rimasto incompiuto. La mia scommessa ora è portare il Bari più in alto possibile finché potrò farlo. Per farlo mi alleno molto, perché più vai avanti e più hai bisogno di migliorare. Quando sei giovane hai energie che non pensi di avere, ma con il passare del tempo è necessario lavorare di più soprattutto sulla forza”.

E il futuro di Brienza quale sarà? “Sul futuro qui vedremo. La società mi ha dato massima disponibilità affinché io possa dare il mio contributo in campo finché sarà possibile e poi vedremo più avanti. Da grande più che come allenatore, mi immagino osservatore.

L’ambiente ha risposto con entusiasmo, ma non è una sorpresa. Bari ha sempre risposto così, soprattutto nei momenti più difficili. Credo che nella sfortuna e dopo quello che è successo sia la città, sia i tifosi siano stati fortunati ad avere oggi una società come questa, credibile e solida”.

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