Sempre più forte la passione degli italiani per i mutui: il terzo trimestre 2018 chiude a +8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e ciò significa che sono stati erogati 13.862 milioni di euro per l’acquisto della prima casa o per altre finalità. Risultati che rappresentano non solo il successo del periodo, ma che confermano e consolidano anche i dati del trimestre precedente, durante il quale, con un erogato raggiunto di 25 miliardi, si erano già superati i numeri dell’anno scorso.

Di questi tredici e rotti miliardi ben l’87,2% è andato per mutui a tasso fisso, molto amati dai risparmiatori nostrani da un po’ di tempo a questa parte, per un risultato incrementale di due punti percentuali rispetto all’erogato del trimestre primaverile.

Nonostante, infatti, un leggerissimo aumento del tasso fisso – l’Eurirs a 10 anni sale dallo 0,91% al 0,96% e quello a 30 anni arriva fino all’1,90% rosicchiando uno 0,1% rispetto a quello del precedente valore – e a fronte di un sostanziale congelamento del tasso variabile, sempre fermo allo 0,80%, gli italiani non hanno dubbi e si buttano sul primo, con l’obiettivo di bloccare la rata a condizioni vantaggiose per un lungo periodo e di mettersi al riparo da eventuali rincari causati dall’instabilità politico-economica in cui ci troviamo.

 

Del resto i tassi non sono mai stati così bassi, anche grazie alla guerra commerciale che si è scatenata tra i vari istituti di credito che hanno immesso sul mercato un pacchetto di prodotti finanziari molto competitivi, rinunciando alla maggior parte dei classici ricarichi, come l’assicurazione sul mutuo (approfondimenti su http://www.calcoloratamutuo.org/guida/assicurazione-mutuo) o le spese di istruttoria, puntando più sulla fidelizzazione del cliente che sul guadagno netto.

Da aggiungere, infine, per completare la panoramica, che gli esperti hanno detto chiaramente che già dal prossimo anno le cose dovrebbero cambiare in peggio, sia a causa della fine del programma del Quantitative Easing da parte della UE sia per il rincaro dello spread nazionale, in questo momento decisamente sotto osservazione.

 

Sta di fatto che le performance che si registrano in questi mesi sono eccezionali. Sale l’importo medio erogato, che si attesta a 124.795 euro, a fronte dei 123.839 euro del trimestre precedente; crescono anche, di 2 punti percentuali, le richieste dei mutui prima casa, che si attestano al 41,7%, mentre scendono, sempre del 2%, le surroghe, che rappresentano il 48,1% del mercato, confermando comunque il grande interesse che ancora suscitano nei risparmiatori italiani, i quali se non hanno case da acquistare o da ristrutturare sono comunque interessati a ricontrattare a condizioni più favorevoli un mutuo già in essere.

Altro dato interessante è che è considerato ancora indispensabile avere un lavoro fisso: i lavoratori con contratto a tempo indeterminato rappresentano, infatti, l’85,3% del campione intervistato, anche se salgono le erogazioni ai lavoratori autonomi, 7,8%, e ai liberi professionisti, 4,3%.

 

Banner donazioni
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.