Anche la street art può essere smart e offrire opportunità. Così, grazie a questa intuizione, imprenditori pugliesi hanno lanciato una stratup Graffiti for smart city, azienda che ha sviluppato la possibilità di realizzare dei murales hi tech in grado di offrire servizi di prossimità.

L’idea parte dal presupposto che oggi un’opera artistica, grazie alle moderne tecnologie, può essere non solo un modo per dare grazia ad una periferia o ad un muro scrostato ma una occasione per fornire anche servizi e informazioni a cittadini e turisti o addirittura per veicolare flussi di persone.

Ecco che in prossimità di questi #smartwall con i propri dispositivi e sfruttando la tecnologia 5G, si possono scoprire punti di interesse, ricevere informazioni, risparmiarsi code, pagare la sosta del proprio autoveicolo, fare check-in in un albergo e tanto altro.

Salvatore Pepe è uno dei fondatori dell’azienda gravinese. Con lui abbiamo fatto una piacevole chiacchierata alla scoperta di questa realtà.

Ma come è venuta l’idea di coniugare arte e tecnologia?

“Il rapporto tra arte e tecnologia è un rapporto ancestrale. Pensi che i primi pixel della della storia sono le tessere dei mosaici: il Cave canem di Pompei non è altro che una scomposizione in pixel dell’idea di cane. Arte e tecnologia sono in simbiosi da sempre”.

Quindi il murales digitale è il mosaico del Terzo Millennio?

“Esatto! Abbiamo sostituito le pietre e il vetro dei mosaici classici con la resina dei materiali compositi. E’ sottile, leggera e dura quanto le tessere tradizionali”.

Ma cosa si può produrre?

“Guardi, il nostro catalogo è la fantasia. Qualsiasi immagine è realizzabile su tessere e possiamo spedirle in tutto il mondo. Abbiamo raggiunto luoghi iconici che mai avremmo immaginato come Casa Batllò a Barcellona dove abbiamo allestito un popup store per Custo, ma anche i banconi di Italy, i Magic Hotel di Bergen, la metro di Chicago hanno il nostri mosaici”.

Ma non solo aziende ma anche Enti pubblici come Matera, Taranto e Foggia hanno avviato collaborazioni con l’azienda pugliese e altre 27 città si sono dimostrate interessate a sviluppare un progetto.

Matera a breve inizierà il suo anno di Capitale europea della cultura ed ecco che la Tim ha avviato una collaborazione con Graffiti for smart city affinché tramite questi muri “intelligenti” si possa modificare il flusso dei turisti.

Ho avuto modo di sentirla in alcuni eventi  e ho notato che usa la definizione di Digital street art…

“Una ulteriore possibilità che questa tecnologia offre è che ognuno di noi con il proprio smartphone può essere artista. L’opera d’arte non è più soltanto quella creata dall’artista sul muro ma è quella moltitudine di interpretazioni sviluppate da utenti che co-creano una propria versione dell’opera e la diffondo attraverso le condivisioni social diventando anche virale”.

Infatti i murales digitali posso diventare luoghi di attrazione soprattutto se poi l’opera d’arte è realizzata da una firma prestigiosa come Oliviero Toscani o Karim Rashid.

 

 

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Fabio Paparella
Giornalista pubblicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...