Si è chiusa con segno positivo la sezione “Brand New” della rassegna “Around Jazz” con la griffe del Teatro Forma, una promozione delle realtà del nostro territorio. La conclusione è stata affidata al Boom Collective di Gaetano Partipilo, sassofonista di Cassano delle Murge molto attivo sulla scena barese, e non solo.

Il jazz, musica nera per eccellenza, si veste di bianco, attraversa l’Atlantico e approda in Europa, in Italia, in Puglia, a Bari: il jazz oggi è linguaggio universale capace di unire in funzione di un comune sentire. Con queste premesse una quindicina di musicisti pugliesi si sono dati vari appuntamenti per condividere un progetto di cui Gaetano è ispiratore e promotore. Quando si parla di Partipilo è inevitabile fare riferimento a quella fucina di talenti degli anni ‘90 che si organizzò intorno al “Fez”, un’associazione culturale di cui lo stesso Partipilo fu animatore insieme con Nicola Conte e Stefania Di Pierro. Oggi la loro attività continua, sganciati da quelle premesse che conservano però ancora adesso la loro validità.

La Boom Collective

Sul palco del Forma il Bloom Collective si è presentato in una formazione di sei elementi: Carolina Bubbico, voce e tastiere, Mirko Signorile al pianoforte e al Fender Rhodes, Dario Congedo alla batteria, Giuseppe Bassi al contrabbasso, Fabrizio Savino alla chitarra oltre a Partipilo ai sax. Assente Angela Esmeralda, vocalist, costretta a letto dalla febbre influenzale. Tutti pugliesi. Per il collettivo è la terza uscita in pubblico e la prima ufficiale a Bari. “Il progetto, anche se va avanti da un paio di anni e ci sono state varie sedute in sala di registrazione, – spiega Gaetano – non è ancora stato tradotto in un disco”.

Si comincia con “In tension” dall’apertura di grande effetto che introduce con l’uso dell’elettronica un’atmosfera intensa e carica: non è che un punto di partenza per lanciarsi in una corsa ritmica a tutta velocità; ed è anche la summa di tutto quello che verrà dopo, con espliciti riferimenti a John Zorn, ma anche ai Weather Report. “Love Bloom” e “Hotter than July” mettono in evidenza la voce di Carolina e la classe di Bassi, elemento di spicco per una ritmica sempre puntuale. E poi spuntano le ballad, come “Nolan” e “When it’s so Rainy”, delicate e profonde, nelle quali le geometrie di Partipilo si adagiano sui tappeti sonori tessuti da Signorile: sono pause riflessive sulle quali si distende la voce della Bubbico. E arriva “Naima”, tributo a John Coltrane, uno dei “padri spirituali” al quale ogni buon sassofonista deve necessariamente qualcosa del suo stile.

Si riprende con “Protest”, un pezzo difficile e articolato, nel quale dilaga un assolo di Savino alla chitarra, semplicemente superlativo, una delle cose migliori di tutta la performance. Questo musicista barese ha classe e cervello, e sarebbe interessante vederlo più frequentemente sulle nostre scene. Nella successiva “Close your Eyes”, altra lenta ballad, spicca invece uno splendido dialogo Bassi – Signorile, mentre la Bubbico deve dare il meglio di sé in “Dark Matter”, ardua e impegnativa.

Per una prossima volta sarà sicuramente da migliorare l’acustica: quella del concerto ha lasciato a desiderare, permettendo alla batteria di “forzare”, impastando così la voce di Carolina (non la si è potuta apprezzare a pieno) e i suoni del sax. Peccato!

Non ci resta che aspettare l’incisione: sarà un disco vario, a tratti complesso, a tratti disteso ed introspettivo. Sicuramente un altro motivo d’orgoglio di Puglia.

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