La più grande industria del secolo. Senza ombra di dubbio, numeri alla mano. Ma, soprattutto, in base alle brillanti previsioni dell’immediato futuro. Il turismo costituisce il settore trainante per l’economia mondiale, tanto che c’è chi parla di “età del turismo”. Per sua intima natura trasversale, riesce a “muovere” persone e capitali ma, allo stesso tempo, detta le linee d’azione per progettare e realizzare infrastrutture nonché influenza, in maniera determinante, le scelte che riguardano l’architettura e l’urbanistica delle città.

Il selfie del mondo” di Marco d’Eramo, edito da Feltrinelli, delinea i tratti principali della moderna industria delle vacanze ma lo fa in maniera del tutto particolare. Infatti, il presente si intreccia, in maniera indissolubile, con il tempo passato ma anche con quello futuro. L’autore riesce a ricostruire, in maniera accurata e dettagliata, le origini del fenomeno, cogliendo a piene mani gli spunti che derivano da viaggiatori, poeti, filosofi vissuti nei secoli scorsi, rendendo quanto mai attuali i loro pensieri e le loro riflessioni.

In maniera mai scontata, porge al lettore le sue acute osservazioni sull’evoluzione che, fino ai giorni nostri, ha caratterizzato il fenomeno turistico. E così, nelle pagine del suo libro rivivono, in modo vivido, le voci dei primi globetrotter, a partire da Francis Bacon, passando per Samuel Johnson, fino a Gobineau e Mark Twain. Tutti i personaggi ricordati nel libro propongono una concezione del viaggio ancora elitaria ma che, in embrione, ha già i connotati per divenire, ben presto, fenomeno di massa.

D’Eramo, nitidamente e senza troppi giri di parole, propone l’esperienza turistica sotto diversi angoli visuali, dall’economia alla filosofia, dall’antropologia all’etnologia. Un coinvolgente e stimolante giro intorno al mondo che fornisce interessanti chiavi di lettura per un comparto economico che, anche nei prossimi decenni, caratterizzerà la civiltà umana.

 

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