Il gioco rappresenta una fetta importante da un punto di vista delle spese per i pugliesi. In Puglia infatti, vi è per il gioco d’azzardo una spesa pro capite che arriva a circa 3 mila e 700 euro all’anno, relativamente al 2017 ed al 2018. Secondo l’agenzia giornalistica sul mercato del gioco infatti, in Puglia, il comune della provincia di Bari, Casamassima è quello che spende di più in tale attività. È già il secondo anno consecutivo che questo comune si contraddistingue per la spesa delle famiglie nel settore dell’azzardo. In Puglia in generale, il gioco è molto presente, tant’è che nella classifica nazionale, questa regione del Sud Italia si è confermata al quattordicesimo posto per spesa pro capite. Al di là dei classici divertimenti da sala slot, anche i giochi di Netbet, così come altre opzioni possibili in rete, restano i preferiti dei pugliesi. Il quoidiano La Repubblica ha analizzato quelli che sono i dati della spesa in questa regione, cercando di capire in che modo tale settore si sta espandendo a macchia d’olio.

 

L’analisi del gioco in Puglia, provincia per provincia

In Puglia, la provincia che ha una spesa più alta in termini di gioco d’azzardo, è quella di Bari. Insieme ai comuni di Casamassima e Sammichele che rientrano nei primi posti della provincia di Bari, vi è anche Putignano che ha una spesa molto alta in tal senso. I residenti di questa città, infatti, spendono circa 2 mila e 200 euro all’anno in gioco d’azzardo. Inoltre, sempre nella provincia di Bari, emerge la città di Monopoli ancora più avanti e Bari che spende all’anno mille e 600 euro per questo settore. Al di là dello specifico della provincia barese, da analizzare è anche Bari, città che ha una percentuale più alta tra le province con 2 mila e 300 euro circa di spesa pro capite l’anno. Poi vi è Lecce, con circa 2 mila e 200 euro, mentre invece Foggia e Brindisi si attestano intorno ai mille euro. Tale classifica vale anche per i giochi on-line che rappresenta una fetta sempre più ampia di questo mercato.

 

L’analisi del gioco d’azzardo in Puglia e lo scenario

La media regionale pugliese è di circa mille e 500 euro, ma come abbiamo visto ci sono delle vette davvero preoccupanti. Generalmente in Puglia, che è tra le prime 15 regioni italiane che spende di più in gioco, la situazione sembra anche destinata a crescere. A fare la differenza sono anche i tipi di giochi che vengono scelti. Sotto questo aspetto, la regione del Sud Italia è in media con quelli che sono i dati nazionali. Infatti, i giocatori preferiscono sempre i classici giochi da sala, come ad esempio la slot machine, il blackjack o il poker. A dire il vero, la crescita in questo senso è davvero imponente soprattutto per quanto concerne l’online. Quello che sta cambiando è anche la fascia di età. Gli over 45 tendono a giocare – nel corso del 2018 e già nei primi mesi del 2019 – soprattutto nelle sale fisiche e nei numerosi corner che si trovano in giro per le città pugliesi. Invece, la fascia di età compresa tra i 18 ei 45 anni è maggiormente interessata ai giochi on-line. Sempre in merito ai giochi online però, a farla da padrone in questo settore, che tuttora è in crescita, sono i classici giochi che è possibile trovare anche all’interno dei casinò.

 

La norma sui giochi in Puglia

Negli ultimi mesi, il consiglio regionale pugliese si è molto speso affinché fosse legiferato in maniera chiara e netta il settore del gioco. Infatti, il consiglio regionale sta cercando di trovare una sorta di accordo con i rappresentanti di categoria, per disciplinare nel modo migliore, il mondo del gaming. Nello specifico, a creare problemi alla regione Puglia sono le distanze delle sale da dei luoghi sensibili come scuole chiese o cimiteri. Qualche settimana fa, il consiglio regionale pugliese ha modificato le norme in tal senso, cercando di stabilire nuovi criteri di controllo e soprattutto aumentato le distanze e portandole ad un raggio di 250 metri. Tra le varie discipline messe in campo, vi è anche quella che rientra invece nell’ambito del decreto dignità e che a livello governativo cerca di dare un pugno fermo. Nonostante questo però, già coloro che lavorano nel settore del gioco online si stanno armando per trovare delle alternative al divieto della pubblicità imposto nell’ambito del Decreto dignità dello scorso agosto. Cercando di mediare tra le parti, la giunta regionale della Puglia ha stabilito perciò, tutta una serie di criteri di sostegno e di tutela per chi rischia la patologia.

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Redazione
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