Tutela della salute, ambiente, lavoro, sviluppo e salubrità del territorio. Tutti argomenti di estremo interesse, ovviamente, ma che a Taranto vanno declinati con un accento particolare, legato a doppio filo all’impianto siderurgico che tanti danni ha provocato in passato e continua a provocare.

Un indotto da salvaguardare, migliaia di famiglie che vedono nel lavoro della fabbrica ArcelorMittal la propria fonte di sostentamento dignitoso, ma anche le ragioni di chi quella fabbrica vuole vederla chiusa per sempre. Di chi è costretto a piangere la perdita di un proprio congiunto, a volte anche di pochi anni, per le maledette esalazioni che per decenni hanno infestato la salubrità tarantina e minato nelle radici la salute pubblica della Città dei Due Mari.

Questi sono gli argomenti principali che vedranno protagonista il viceministro Luigi Di Maio, a Taranto lunedì prossimo, tra un decreto sull’immunità che tante polemiche sta creando in questi giorni e la necessità di dare risposte alle giuste e sacrosante domande dei tarantini.

E proprio in previsione di questo incontro, una serie di associazioni, da sempre contro l’impianto siderurgico e favorevole alla sua totale chiusura, scrivono a Di Maio. Ecco il testo della lettera aperta.

Ministro Luigi Di Maio,

per l’incontro da Lei previsto a Taranto in data 24 giugno p.v., se confermato, le scriventi associazioni intendono chiederLe una diversa modalità di confronto che preveda da parte Sua, e degli eventuali altri ministri presenti, risposte immediate al termine di ogni intervento. Ciò al fine di assicurare un puntuale contraddittorio tra le parti, nel rispetto dei ruoli.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sentenza emanata in data 24 gennaio u.s., ha ritenuto lo Stato italiano colpevole di non aver tutelato la vita dei cittadini di Taranto e il loro diritto di rivalersi presso un tribunale interno, condannando lo stesso a porre rimedio alla ancora attuale gravissima ed insostenibile situazione creata dai numerosi decreti legge emanati dai Governi precedenti e dall’attuale Governo sostenuti, per i quali si chiede immediata cancellazione perchè violano, come accertato dalla sentenza CEDU, i diritti umani dei tarantini.

Le scriventi Associazioni intendono ribadire la necessità primaria e non più procrastinabile di chiudere definitivamente le numerose fonti inquinanti insistenti sul territorio tarantino.

Con questa lettera le associazioni firmatarie, intendono altresì avanzare, a titolo risarcitorio per gli ingenti ed incalcolabili danni subiti negli anni da Taranto e dai tarantini,  e soprattutto al fine di colmare il gap sanitario, sociale, culturale ed economico che questa città subisce a causa di scelte politiche scellerate, la richiesta di immediati ed importanti interventi attraverso una LEGGE SPECIALE per Taranto che preveda investimenti in:

A) SANITA’: realizzazione di un POLO ONCOLOGICO e di un IRCCS autonomo a Taranto.

B.) INFRASTRUTTURE: investimenti per il potenziamento della rete intermodale dei trasporti sull’intero territorio provinciale: strade, autostrade, Ferrovie ( alta velocità), porto (inserimento nella via della seta, ampliamento e piano nuove assunzioni), aeroporto ( apertura immediata ai voli commerciali passeggeri dello scalo di Taranto-Grottaglie) .

Il presidente della Repubblica ha più volte richiamato il valore sociale della MOBILITÀ. Taranto non va lasciata indietro, non si può continuare ad emarginare una intera popolazione col suo territorio. Al fine realizzare la costruzione delle infrastrutture strategiche mancanti, chiediamo l’intervento del governo affinché vengano demoliti i vecchi impianti industriali posti ancora all’interno del perimetro urbano, specie quelli dismessi e non più utilizzati all’ingresso della città, con particolare riferimento al cementificio e al primo nastro trasportatore della ex-ILVA. Inoltre, al fine di tutelare le condizioni di abitabilità, di sicurezza e di integrità del paesaggio urbano, cosí come al fine di favorire le nuove e promettenti forme di lavoro, chiediamo che le aree strategiche per l’industria dei trasporti passeggeri e merci situate nelle aree retroportuali vengano liberate e restituite alla piena fruizione della cittadinanza e mai più destinate alle attività delle industrie pesanti inquinanti.

C) ISTRUZIONE: istituzione di una Università degli Studi autonoma di Taranto e ripristino in loco, della sede della Soprintendenza Archeologica;

D) MARINA MILITARE: richiesta di restituzione a titolo gratuito alla città di Taranto delle aree della Marina Militare *e di edifici appartenenti ad enti statali (es Banca d’Italia) che possono essere recuperati per scopi importanti per la Comunità jonica;*

E) SVILUPPO: istituzione di una NO TAX area per aziende innovative ed ecologiche (incentivi alle imprese specializzate in bonifiche ambientali).

In merito alla modifica del DM 2013 volta a introdurre la Valutazione predittiva del Danno Sanitario, recentemente annunciata dai Ministri Costa e Grillo, le Associazioni firmatarie chiedono di allargare il procedimento anche a esperti tecnici in rappresentanza delle Associazioni, ovvero medici che conoscono profondamente le criticità sanitarie del territorio.

Tutta la Comunità tarantina non vuole più ascoltare parole.

Quella stessa comunità che ora pretende, con urgenza e nel pieno rispetto della Costituzione italiana, solo azioni a tutela della salute e dell’ambiente e per una crescita eco-compatibile del territorio tarantino.

Le associazioni:

LiberiAmo Taranto
Neopolites
Comitato donne e futuro per Taranto Libera
Genitori Tarantini
Movimento Associazioni e cittadini pro aeroporto Taranto-Grottaglie
Comitato Quartiere Tamburi
Comitato art. 32 Diritto alla Salute – Statte

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