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Qualcuno, qualche tempo fa, ha detto: “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”. Un adagio che veste bene la vicenda del Jova Beach Party, il tour estivo di concerti di Jovanotti, organizzato con la partecipazione del WWF. L’organizzazione, durante gli eventi, promuoverà la sua campagna contro l’inquinamento da plastica attraverso il lavoro dei suoi volontari. Un obiettivo nobile e un’ottima occasione per raggiungere un vastissimo pubblico con l’aiuto di un idolo dei più (o meno) giovani. È un peccato, però, che le location dei concerti siano le spiagge che sì, WWF e il cantante si impegnano a mantenere pulite, aggirando però l’equilibrio in cui vivono flora e fauna locali. Il tour è stato accompagnato da molte critiche ma pochi sono stati in passi indietro di chi lo ha organizzato e molti i tentativi di proteggere gli habitat minacciati, tra cui quelli in cui nidifica il fratino (Charadrius alexandrinus), una specie di uccelli a rischio di estinzione. Tra le associazioni in prima linea per difendere le spiagge c’è la LIPU-Lega Italiana Protezione Uccelli che, anche in Puglia, sta cercando di far ascoltare il proprio punto di vista. È, però, Legambiente a essere probabilmente riuscita a evitare il peggio grazie all’impegno e al compromesso.
Il comunicato della LIPU a pochi giorni dall’evento
È di ieri il comunicato stampa inviato dal coordinamento pugliese della LIPU che denuncia la mancanza di dialogo tra associazione, istituzioni e organizzatori dell’evento. Effettivamente l’associazione, all’interno del Comitato nazionale per la conservazione del fratino, aveva partecipato alla redazione di un dossier nazionale sulla valutazione dei rischi per il tour Jova Beach Party. Per quanto riguarda Barletta, dove la manifestazione si svolgerà il 20 luglio sulla spiaggia libera di Ponente, sono indicati eventuali problemi non solo per il fratino ma anche per altre specie che nidificano in quei luoghi e il cui periodo riproduttivo si prolunga oltre la metà di luglio. A rischio di impoverimento anche la vegetazione.
WWF e Jova Beach Party, una partnership che fa discutere
Come accennato ed è possibile evincere dal dossier, quella di Barletta non è la sola spiaggia in cui sarebbe stato meglio evitare di esibirsi in un concerto che, guardando le precedenti date, riversa in un ambiente naturale in media 40.000 spettatori. Nata con le migliori intenzioni, la partnership tra WWF e Jovanotti ha fatto subito discutere ma l’organizzazione internazionale ha in molti casi evitato il confronto diretto, rimandando a una pagina Questions&Answers sul sito ufficiale. Lì troviamo una domanda sull’impatto ambientale dell’evento la cui risposta è: “… grazie al lavoro del WWF, per tutti i concerti in programma, sono state concordate una serie di attenzioni, alcune delle quali molto innovative, che altrimenti non ci sarebbero state e che fanno sì che gli impatti su habitat ed ecosistemi non siano significativamente superiori a quelli causati dalle attività che si svolgono abitualmente negli stessi siti”. Certo le foto dei concerti e il numero di partecipanti rende difficile immaginare che sia un’attività antropica paragonabile a quella già esistente, quella dei bagnanti per intenderci, e comunque in molti si sono pronunciati negativamente su concerti in luoghi naturali. Una delle voci più autorevoli è stata quella di Reinhold Messner, alpinista, che sul sito di Repubblica, in un’intervista, spiegava che la natura stessa del luogo, riferendosi però alla cima di Plan de Corones in Alto Adige, dovrebbe suggerire che non è il posto giusto per un party.
Anche Claudio Celada, direttore dell’Area Conservazione della LIPU, in una lunga intervista su www.habitatonline.eu, ha cercato di illustrare il perché il tour di Jovanotti può essere considerato una festa per lui e per i suoi fan e non di certo per l’ambiente: “È una situazione che mi dispiace, perché penso che l’intento dell’iniziativa fosse positivo, ma il risultato rischia di essere davvero impattante sul territorio. Un conto è promuovere la connessione tra la nostra cultura, anche nei suoi risvolti più piacevoli, come è la musica di Jovanotti, un altro è portare decine di migliaia di persone in aree naturali sensibili con tutto quello che comporta. Qualsiasi presa di posizione in questo genere di situazioni è a forte rischio strumentalizzazione. La LIPU non poteva esimersi dal fare la sua parte per impedire impatti davvero inaccettabili non solo sul fratino, assurta a specie simbolo in questa vicenda, proprio perché nidifica lungo i litorali, ma anche sugli ambienti dunali e retrodunali, ormai sottoposti a ogni tipo di assalto”.
I concerti annullati e l’azione di Legambiente per Barletta
Il WWF sembra comunque aver cercato di limitare i danni, evitando alcune aree di spiaggia e facendo monitorare ai propri volontari le zone di nidificazione, dove presenti, a Rimini, e nei casi di Ladispoli, nella spiaggia di Torre Flavia, e di Vasto (in realtà per problematiche legate all’ordine pubblico e sicurezza), cancellando le date. Per quanto riguarda Barletta, sempre dalla pagina Q&A, veniamo a sapere che: “L’area in cui si svolgerà la tappa del Jova Beach Tour è localizzata in una spiaggia antropizzata che d’estate è sempre soggetta a numerose attività balneari. La data del tour che si svolgerà a Barletta sarà il prossimo 20 luglio, quando la stagione è già in fase avanzata per il periodo di nidificazione del fratino. L’area di Barletta in cui potrebbe nidificare il fratino è comunque sempre monitorata e tenuta sotto controllo”. Non sarebbe stato più semplice organizzare un tour in teatri e palazzetti sempre con la presenza dei volontari WWF invece che farlo in ambienti naturali che, va bene, saranno anche antropizzati, soggetti al turismo di massa, ma che a questo punto devono sostenere anche la pressione di un concerto di Jovanotti (che non è certo paragonabile anche alla più barbara schiera di villeggianti)?
Sembra però che la situazione sia stata presa in mano da un’altra importante associazione: Legambiente. Il responsabile della sezione di Barletta, Raffaele Corvasce, ci ha raccontato come hanno pensato di agire per proteggere il litorale, cercando un compromesso. “Quando abbiamo saputo del Jova Beach Party ormai era tutto accordato – ha spiegato Corvasce – ma, invece di andare in aperto contrasto, abbiamo preferito anticipare il lavoro che avremmo dovuto fare sul territorio. Siamo partiti da marzo e abbiamo chiesto all’amministrazione delle zone dedicate alla tutela del fratino e il ritardo della pulizia meccanizzata. Siamo stati accontentati per entrambe le richieste con un’area recintata e controllata – evitando anche il passaggio dei bagnanti – direttamente da noi di Legambiente, pari a 7500 metri quadrati, per la nidificazione. È stato possibile anche rimandare la pulizia meccanizzata. Questi interventi hanno fatto sì che, a differenza dell’anno scorso, le nidificazioni del fratino fossero di molto maggiori. Inoltre, poco prima della cessione di questa concessione accordataci dal Comune di Barletta, abbiamo potuto registrare la mancanza di attività sul luogo in quest’ultimo periodo”.
Cosa è successo in termini di lavori sulla spiaggia? Corvasce ci ha rassicurati: “Abbiamo seguito i lavori. Ad esempio, erano previste delle operazioni sulle tamerici che dividono l’arenile dalla strada e, grazie al dialogo, siamo riusciti a evitarle. Non ci sono state neanche quelle operazioni di sbancamento, rimozione di materiale, passaggi di camion e ruspe che, invece, sono state testimoniate in altri comuni che hanno ospitato il Jova Beach Party”.
Tutto è bene quel che finisce bene? In realtà il responsabile di Legambiente della sezione di Barletta ha chiarito che, in qualche modo, questa è stata un’emergenza tamponata: “Invece dello scontro diretto, abbiamo preferito interagire con i nostri interlocutori, ossia l’amministrazione, ottenendo dei buoni risultati. Certo, se ci fosse stato uno scambio a monte con il WWF o se fossimo riusciti a partire con le nostre proposte e il nostro lavoro da dicembre, sarebbe stato tutto molto diverso. Mi preme sottolineare che sono contrario ai concerti sulle spiagge però, considerando la situazione, abbiamo provato a fare il possibile per raggiungere il miglior risultato. Ora non ci resta che aspettare e vedere quale sarà l’impatto di migliaia di spettatori sulla spiaggia. Ma questo lo sapremo solo a concerto finito”.
Credits immagine di copertina: Michele Lamberti su Flickr




















