Bruxelles “sta seguendo attentamente gli sviluppi” relativi al decreto salva-Ilva e “ha chiesto alle autorità italiane informazioni sull’eventuale concessione di aiuti statali”. Così il commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella ha risposto, dopo l’approvazione definitiva del decreto Ilva da parte del Parlamento italiano, all’interrogazione presentata da nove eurodeputati del M5s, con Rosa D’Amato prima firmataria.
“Non disponendo al momento di informazioni sufficienti sulle misure specifiche previste per attuare il decreto, la Commissione non può stabilire se esse costituiscano aiuti di Stato. Qualora determinate misure previste costituiscano aiuti di Stato, le autorità italiane devono comunicarle alla Commissione per accertarsi che siano conformi alle norme in materia”.
Vella ribadisce come la procedura d’infrazione a carico dell’Italia sia ancora aperta, per il mancato rispetto della direttiva sulle emissioni industriali e della gestione dei rifiuti. In ogni caso solo al termine della valutazione di Bruxelles della risposta delle autorità italiane del gennaio scorso, “la Commissione deciderà come procedere”, conclude il commissario europeo all’ambiente.
Duro intanto il commento di D’Amato al decreto salva-Ilva, che costituirebbe una “condanna a morte” per Taranto e “che con la menzogna di un salvataggio impossibile dell’acciaieria concede impunità ai responsabili, derogando alle normative ambientali e ignorando completamente la procedura d’infrazione e le direttive Ue, a partire dal sacrosanto principio del ‘chi inquina paga'”.
Renzi, dice ancora la D’Amato, “spara cifre senza dire chiaramente da dove le recupererà. Parla dei 1,2 miliardi dei Riva in Svizzera, senza dire che questi fondi non saranno disponibili fin quando non ci sarà una sentenza di terzo grado. Dei trenta milioni da destinare alla cura del cancro e alla ricerca scientifica, ne sono rimasti solo cinque spalmati in due anni. Degli 800 milioni da destinare Taranto e quindi ‘extra Ilva‘ continua a non esserci traccia. Con buona pace delle bonifiche”.
“Il disegno è chiaro – conclude l’eurodeputata tarantina – Renzi sta posticipando un fallimento annunciato per conquistare voti per le imminenti Regionali e dare garanzie alle banche creditrici. I lavoratori dell’Ilva e dell’indotto e più in generale i cittadini di Taranto non si salveranno con questo decreto: l’unica salvezza per la città e il territorio consiste semmai nell’affermazione della legalità e nella promozione di un’economia sostenibile votata al turismo e alla cultura”.











