HomeCulturaI Verdena e l'estetica dell'imprecisione

I Verdena e l’estetica dell’imprecisione

Ci sono cose nel panorama Indie che non cambiano, l’aggressività sonora dei Verdena è una di queste. Le tinte grunge e noise della band bergamasca hanno infiammato ieri il numeroso pubblico accorso al Demodé per l’approdo sul palco di Endkadenz vol. 1, ultimo lavoro in studio del gruppo.

Le quattro stagioni dei Verdena. Sei album in studio – con il settimo, Endkadenz vol. 2, in via d’uscita – e un percorso che col tempo ha saputo conciliare la lente d’ingrandimento sugli angoli più bui dell’anima, marchio di fabbrica delle liriche oniriche di Alberto Ferrari, alla ricerca di timidi raggi di sole. Il tutto senza rinunciare all’assoluto protagonismo delle distorsioni.

Nella lunga scaletta del concerto – oltre 20 brani, per un esibizione che ha superato le 2 ore – I Verdena alternano la rabbia di Ovunque e Un po’ esageri, pezzo di lancio dell’ultimo lavoro in studio, alle atmosfere più soft, al piano o alla chitarra acustica, di Razzi, arpia inferno e fiamme e Puzzle.

Un live che scorre senza fronzoli, con la bassista Roberta Sammarelli a fare da unico canale di comunicazione fra gruppo e pubblico: è lei il punto d’equilibrio ad occupare il centro della scena, in un insolito inquadramento dove la voce viene quasi relegata in secondo piano. Un atteggiamento da sala prove.

Nell’approccio live dei Verdena, infatti, ciò che accade al di là del palco pare non esistere, soffocato dalle luci tenui e dalla rabbiosa scarica sonora della band. Il gruppo si limita a dissolvere il muro che protegge l’ambito riservato delle prove, un elogio alle imperfezioni che contrasta – scelta artistica più o meno consapevole – l’iper-perfezionismo che confeziona performance live patinate e surgelate, fredde e clamorosamente perfette.

I Verdena non si privano quindi del gusto di effettuare false partenze ed improvvise battute a vuoto, con la bassista chiamata a riportare l’ordine fra gli indisciplinati fratelli Ferrari. Sino a concedersi il lusso di lasciarsi andare a plateali momenti di tensione, con il frontman pronto ad abbandonare la scena, se non distruggerla, quando le regolazioni del suono del suo pianoforte non lo soddisfano appieno.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img