HomeEconomia & SviluppoBollenti Spiriti camp 2015: creatività ed opportunità per tutti (forse)

Bollenti Spiriti camp 2015: creatività ed opportunità per tutti (forse)

“Sei la persona giusta, al momento giusto con le giuste opportunità e nella giusta comunità”. Queste le parole di Guglielmo Minervini all’inaugurazione del Bollenti Spiriti Camp 2015 intitolato “I giovani pugliesi: energia alternativa”. La due giorni iniziata ieri, allestita nei padiglioni 18 e 20 della Fiera del Levante, è stata dedicata alla presentazione delle esperienze di maggiore impatto, realizzate con il supporto del Fondo Sociale Europeo, e alle politiche giovanili regionali legate all’istruzione, all’informazione e alla promozione di attività imprenditoriali.

Workshop, stand espositivi, desk informativi su bandi, progetti ed opportunità per i ragazzi pugliesi e la possibilità di toccare con mano il frutto del lavoro di imprese ed associazioni sviluppatesi nel nostro territorio grazie ai bandi susseguitisi in questi anni durante il governo regionale di Nichi Vendola. Tutto molto bello ed emozionante ma ad un certo punto questa atmosfera si è incrinata.

Nel centro dello spazio espositivo c’era qualcosa che somigliava ad una dimostrazione di arteterapia e coloro che conducevano “l’esperimento” chiedevano ai passanti cosa fosse per loro la creatività e quale immaginavano fosse il movimento della creatività. Queste sono domande che non hanno una risposta giusta, un invito al brainstorming funzionante in determinati contesti. Peccato, però, che data una definizione che non si riduceva ad un solo aggettivo o sostantivo, l’educatrice abbia insistito per avere la risposta che lei desiderava. L’impressione era che volesse spingere verso un termine che rimandasse all’astrazione, al caos, ad una libertà stereotipata.

La creatività – nell’arte come in qualsiasi altro mestiere – nasce dall’istinto ma si nutre famelicamente del lavoro, della conoscenza, dell’esercizio continuo. Basti pensare ai musicisti jazz, grandi improvvisatori perché instancabili studiosi delle leggi matematiche che governano quella magia chiamata musica.

Questa insistenza ha indispettito per il messaggio che veicolava: c’erano tanti studenti di scuola superiore ieri in Fiera e bisogna ricordare loro che il solo estro, la sola passione non conducono a nulla senza una solida preparazione nel qual si voglia ambito.

L’altra riflessione, o forse è meglio definirlo dubbio, è che fosse lì presente una percentuale altissima di persone aventi le stesse idee ma non disposte a dialogare e a comprendere le ragioni di chi non riesce ancora a fare di “questo momento giusto” un’opportunità. Non possono diventare tutti imprenditori, ci sono mestieri e professionalità non spendibili sul mercato e chi non riesce a realizzarsi non potendo sfruttare i famosi bandi della Regione, non può e non deve sentirsi “uno che non vuole rimboccarsi le maniche come abbiamo fatto tutti noi”. Capita di leggere spesso, nei commenti dei social legati alle attività di Bollenti spiriti, frasi che ricordano il precedente virgolettato. Non è l’atteggiamento corretto.

Parafrasando la frase di Minervini verrebbe quindi da chiedersi se si possa veramente parlare di giuste opportunità e giusta comunità perché a volte le prime sono disegnate per pochi e la seconda non è sempre aperta a tutti.

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