E alla fine arriva il professore. Il centrodestra pugliese ha trovato la sua sintesi in Francesco Schittulli, oncologo e presidente uscente della Provincia di Bari. Il professore ha presentato la propria candidatura alla presidenza della Regione Puglia nell’incontro pubblico dell’otto marzo presso il cinema teatro Showville di Bari.
Presenti Gaetano Quagliarello, Maurizio Gasparri, Lucio Barani, Adriana Poli Bortone – acclamatissima – e Giovanni Toti. Grande assente Raffaele Fitto, impegnato a Palermo con l’appello ai “Ricostruttori” avversi alla linea berlusconiana.
La concretezza di Schittulli. Al “presidente poeta”, come più volte Schittulli apostrofa Nichi Vendola, l’oncologo intende contrapporre ricette concrete e chiare. Non lesina parole dure nei confronti delle due legislature appena concluse, definite come “10 anni di disastri”, e si propone di ripartire dal solco tracciato da Pinuccio Tatarella.
Lavoro e sanità sono i sintomi di una Puglia “malata, curata male e ormai in sala operatoria”. Per ripartire occorre innanzitutto rilanciare l’occupazione, “attirare le imprese e farle investire in Puglia. Oggi l’aliquota regionale IRPEF è al 4,82%, fra le più alte in Italia”, afferma il candidato di centrodestra, che vede nella riduzione del peso fiscale sulle aziende una strada da perseguire per “ridare dignità al lavoro ed alle persone”.
Vantaggi fiscali a cui devono aggiungersi “sforzi atti a deburocratizzare la macchina amministrativa”. L’idea è quella di ridurre a massimo 30 giorni “i tempi necessari per ottenere i permessi e le autorizzazioni utili per avviare un’mpresa”.
Bonus 5000 euro per le neo famiglie. Famiglie, persone diversamente abili e nuclei non autosufficienti vanno sostenuti con “fondi finanziari di solidarietà”. Per le giovani coppie che si sposano in Puglia la proposta è di quelle forti, “un buono da 5000 euro per affrontare il percorso di vita da noi, perché la famiglia è il primo, vero ammortizzatore sociale per tutti quei giovani che non ce la fanno”.
Sanità, il vero cavallo di battaglia. Che la sanità sia il vero terreno di scontro dell’imminente campagna elettorale lo si evince dal gioco di posizioni fra i candidati delle coalizioni maggiori. Per Schittulli è pura follia il ghe pensi mi di Michele Emiliano sulla spinosa gestione dei servizi sanitari regionali. “È straziante – attacca il professore – La Puglia è al penultimo posto nazionale per la qualità dei servizi offerti, nonostante la presenza di professionalità di rilievo. Vergogna”.
Il sogno di Schittulli è ridurre al minimo i tempi d’attesa per i pazienti, “a costo di inserire nei contratti d’assunzione una clausola che permetta alla regione di licenziare manager e funzionari del settore se non vengono rispettati standard di eccellenza”. Per farlo, promuove “un piano sanitario integrato fra enti pubblici, convenzionati e privati, in cui le strutture dovanno fare quasi a gara per garantire, alle stesse condizioni, esami entro massimo 10 giorni”. E poi promette “entro 3 mesi, via ticket e superticket alle fasce più deboli secondo l’ISEE”.
Ilva e Xylella. L’insuccesso della “politica dei cantastorie”, secondo Schittulli, è evidente quando si osserva il modo in cui la politica regionale ha affrontato i discorsi Ilva e Xylella. Nel primo caso, “il fatto che il Governo abbia commissariato lo stabilimento sancisce l’incapacità di Vendola nel gestire la situazione”.
Giudizio negativo anche sul caso del batterio Xylella, che da settembre 2011 sta flagellando gli uliveti salentini. “Non solo la Regione non è riuscita a bloccare la Xylella in Salento – sostiene con forza Schittulli – ma ha messo a rischio paesaggio, strutture ricettive e ristorative di un intero territorio, senza considerare i danni per i produttori di olio locali, il nostro oro verde”.
La sfida è partita. Emiliano è avvisato.












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