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Bari, il piano dell’assessorato al Welfare del Comune su famiglie in difficoltà e persone fragili

La fase due è già partita e la grave situazione socioeconomica che sta investendo il nostro Paese colpisce soprattutto le famiglie più fragili, minori e anziani soli, malati e disabili gravi. Tante poi sono le persone che, in questa fase di emergenza, hanno perso un lavoro, così come molte continuano a lavorare senza sosta. Inoltre il Covid-19 ha portato la maggior parte delle persone a cambiare drasticamente le proprie abitudini, determinando in molti casi situazioni non molto piacevoli.

Il Comune di Bari dall’inizio di questa emergenza ha messo in atto diversi programmi a  supporto delle fasce più deboli, l’obiettivo principale del lavoro dell’assessore al Welfare, alla Città solidale e inclusiva Francesca Bottalico.

Assessora, ci stiamo avviando alla fase due e, nonostante la riapertura di molte aziende, molte famiglie continuano a vivere in forte difficolta economica. Che tipo di programmi istituzionali e di solidarietà  sono stati messi in atto? 

“Dal primo giorno di questa emergenza abbiamo attivato una macchina straordinaria della solidarietà che ha visto nei primi cinquanta giorni la realizzazione di 50mila interventi a sostegno delle persone più fragili tra cui le famiglie in difficoltà estrema. Tali interventi comprendono diverse aree sia per quanto riguarda il sostegno alimentare, con l’attivazione di piattaforme per la richiesta, e più di 60 numeri utili che permettono di profilare questi bisogni e di ascoltare i cittadini. Ci sono 25 assistenti sociali in assessorato h 24 in presenza e 90, invece, distribuiti in tutta la città. 200 operatori sociali, invece, che lavorano nelle strutture di prossimità. Sono previste h24 tutte le strutture di prima accoglienza e, da qualche giorno, abbiamo attivato anche i buoni farmaceutici  per la  consegna e la donazioni di farmaci alle famiglie in difficoltà”

Quanti casi avete attualmente in carico?

“In questo momento abbiamo 17 mila casi in carico  e, in base alle richieste, vengono attuate una serie di azioni. Oltre ai buoni alimentari e la consegna è stata attivata anche una raccolta fondi straordinaria di beni alimentari, in cui hanno aderito più di 200 donatori in tutta la Puglia. Inoltre sono stati organizzati dieci empori in tutta la città di cui due centrali e una piattaforma da cui partono quotidianamente 700 volontari per la distribuzione dei beni”

Che tipo di supporto, invece, è stato pensato per minori e anziani soli, persone oncologiche, immunodepresse e con disabilità gravi?

“Abbiamo attivato 3000 consulenze psicologiche quotidiane con un’equipe di psicologi professionisti sia per minori sia per adulti che per anziani soli e con problematiche particolari. Sono stati istituiti dei numeri verdi e il monitoraggio quotidiano per gli anziani  soli e un gruppo di medici volontari per le consulenze telefoniche e farmaceutiche, nel momento in cui un medico di base non dovesse rispondere per esigenze particolari. Un’ equipe di operatori che a livello domiciliare seguono i casi particolari laddove si è interrotta l’assistenza domiciliare per i malati oncologici. Sono stati attivati anche tre parchi verdi per l’assistenza alle persone con alzheimer, bambini con spettro autistico e disabilità grave che ogni giorno quotidianamente arrivano presso le strutture con accesso contingentato”

Che tipo di protocolli d’intesa avete attuato per chi non può procurarsi prodotti per l’igiene personale  o uscire dal proprio domicilio?

“Abbiamo attivato un protocollo d’intesa con l’ordine dei farmacisti, uno dei primi protocolli a livello nazionale con più di 100 farmacie territoriali per la consegna a domicilio dei farmaci. Inoltre ci sono anche delle raccolte straordinarie per l’igiene intima, bisogni legati al genere, bambini per la prima infanzia e per anziani non autosufficienti e per chi, in genere, ha problemi alimentari con bisogni speciali”

In questa situazione delicata non mancano i “Truffatori di povertà”. Come fate a capire quando una persona ha davvero bisogno?

“Metà delle richieste sono state bloccate, in quanto c’erano persone che avevano comunicato dati falsi. Per questo facciamo un controllo molto attento, in cui ci sono cinque procedure di controllo legate all’Inps, l’ agenzia dell’entrata, l’ anagrafe e la residenza e poi abbiamo anche Porta Futura per coloro che hanno meno reddito di cittadinanza”

Tante sono le donne che continuano a subire stalking e violenza domestica. Come è possibile tutelarsi in questo periodo così delicato?

“Abbiamo istituito diversi numeri anti violenza, h24, contattando il numero verde 800 202330 o il numero telefonico 328 8212906. Inoltre  a disposizione c’è un’equipe h 24 in cui è possibile rivolgersi per qualsiasi tipo di situazione di violenza e discriminazione. Poi c’è anche il centro antiviolenza del Comune di Bari e delle convenzioni con alberghi e B&B per l’accoglienza di donne vittime di violenza che stiamo seguendo con attenzione”

Gli effetti delle disuguaglianze sociali diventano ancor più evidenti in questo periodo di emergenza. Per gli immigrati che tipo di accoglienza e supporto  è previsto?

Per gli immigrati ci sono strutture aperte in cui abbiamo delle linee in inglese, francese e arabo. C’è anche uno sportello legale di consulenza e operatori di prossimità, un permesso sociale e strutture di accoglienza. Inoltre gli immigrati possono accedere alle misure straordinarie di sostegno”.

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Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

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