Nonostante il 04 Maggio fosse vissuto quasi come un nuovo Capodanno per la mobilità all’interno delle Regioni per i ricongiungenti, e per i ritorni presso il proprio domicilio/residenza, non c’è ancora un vivo afflusso di gente per le città ed ovviamente, con la serie di attività commerciali in stand-by, la filiera del dettaglio è ancora in sofferenza.
Il Parco Commerciale di Casamassima (BA), fotografato dalle 16.00 alle 18.00 di lunedì 04 maggio 2020, risulta deserto rispetto alla capienza, all’estensione, alla vastità del plesso. Auto accentrate in alcuni punti di riflesso alle attività funzionanti. Luci spente, serrande chiuse, gel igienizzanti, mascherine, e misurazione digitale della febbre per accedere ai negozi.
L’impressione è che a soffrire di più, in questa pandemia, siano proprio i “grandi”. Grandi bar, pizzerie, pasticcerie, negozi, hanno costi enormi rispetto alle attuali possibilità di lavoro, e senza una differenziazione di trattamento, periscono rispetto alle piccole attività – magari a conduzione famigliare, che in qualche modo ammortizzano il colpo.
Per di più, se rimaniamo sul tema dei centri commerciali, spesso sono situati fuori città in zone periferiche, il che con le autocertificazioni ne complica parecchio la funzionalità, specialmente per il bacino di utenza ampio e snodato in Provincia.











