Niente elezioni a luglio, e non si aspetterà il prossimo autunno per il rinnovo dei Consigli Regionali. Dopo il rinvio delle elezioni che avrebbero dovuto tenersi nel mese di maggio, il Governo avrebbe deciso che le elezioni regionali previste per il 2020 si terranno il 12 e il 13 settembre.
Secondo fonti governative non ancora ufficializzate si andrà al voto in due giorni, diversamente da quanto avvenuto nelle ultime tornate elettorali, per favorire l’affluenza dilatata ed il mantenimento delle distanze tra gli elettori. Ma per il Premier si tratta di una scelta “condivisa”.
Nel 2020, sono chiamati al voto i cittadini di sei diverse Regioni a statuto ordinario più quelli della Valle d’Aosta. Le sei Regioni che dovranno tornare al voto sono: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto.
In Puglia al momento dovrebbero essere almeno quattro i candidati. A Michele Emiliano ed Antonella Laricchia (per il centrosinistra e M5S), dovrebbe affiancarsi un rappresentante della sinistra (Italia Viva, Leu con il ministro Teresa Bellanova?) che non appoggia Emiliano secondo quanto annunciato diversi mesi fa, ed il candidato di centrodestra su cui però da mesi è tutto fermo dopo la più che informale investitura di Raffaele Fitto prima del parziale dietrofront della Lega.
IL COMMENTO DI SISTO (FORZA ITALIA)
“Ci piacerebbe sapere da Conte con chi ha condiviso la scelta di anticipare le elezioni regionali a settembre, certo non con le opposizioni”. Così in una nota il deputato e capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto.
”L’anticipo del voto impedirebbe di fatto lo svolgimento della campagna elettorale, con il risultato di minare il diritto degli elettori a conoscere a fondo le diverse alternative programmatiche avanzate dai candidati. Senza sottovalutare l’inopportunità di accavallare messaggi profondamente diversi come quelli di natura politica e di matrice referendaria, con il risultato di confondere le idee ai cittadini. Alla fine a trarre giovamento da tutto questo sarebbero solo gli amministratori ‘in bilico‘, tra cui Michele Emiliano. In virtù della particolare delicatezza della materia elettorale, in I Commissione era stato raggiunto un accordo per non modificare il testo se non con il consenso di tutti. Ci batteremo affinché quell’accordo sia rispettato”, conclude.











