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Elezioni, si va verso l’election day? Ma i dubbi sono ancora molti sulla data del 20 settembre

Sarà, quindi, un election day il prossimo 20 settembre. Ad un certo punto ieri sembrava raggiunto l’accordo per votare in  un’unica giornata, al termine della riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. 

Ma poi c’è stata la smentita dell’accordo, le forti proteste delle opposizioni di centrodestra, ma anche della Conferenza delle Regioni e quindi il rinvio dei lavori per un nuovo incontro questa mattina nel tentativo di trovare una intesa sulle date.

Si riunirà, infatti, oggi la commissione Affari costituzionali della Camera che voterà (o dovrebbe farlo) sugli emendamenti presentati al decreto che fissa il voto in autunno.

I governatori però protestano perchè vorrebbero anticipare il voto ai primi di settembre o, addirittura, a luglio. “Cinque delle sei Regioni chiamate alle urne avevano indicato ufficialmente altre date: il 26 luglio, il 6 settembre o al massimo il 13 settembre. Il 20 settembre è una data dunque che non era ricompresa tra quelle indicate, che peraltro impedisce la riapertura di un anno scolastico, già di per sé molto difficile. Inoltre si tratta di una data a ridosso di ottobre, mese nel quale, stando alle relazioni del Comitato tecnico-scientifico del Governo, potrebbe riproporsi il Covid”, dicono il presidente e il vicepresidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e Giovanni Toti, quest’ultimo in scadenza di mandato in Liguria.

Dal centrodestra invece arriva una proposta contraria, che vorrebbe far slittare ancora la data del voto almeno al 27 settembre. Ed il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani in un suo tweet sottolinea: “Ma vi sembra giusto andare a votare il 20 settembre? Così si rallenta la ripresa e si danneggia il turismo, uno dei settori più colpiti dal coronavirus. Ancora una volta si fa prevalere l’interesse del Palazzo su quello dei cittadini”. Tajani sottolinea come il periodo per presentare liste e candidati andrebbe a sovrapporsi con il Ferragosto.

In ballo vi sono le elezioni regionali in 6 regioni (tra cui la Puglia), ma anche le elezioni comunali ed il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari che avrebbe dovuto svolgersi nello scorso mese di marzo ma che è saltato per il lockdown. L’eventuale turno di ballottaggio andrebbe così a cadere, in questa ipotesi, il 4 ottobre.

Ma il Comitato tecnico scientifico avrebbe fatto intendere che sarebbe meglio aprire i seggi con il caldo, magari tornando a votare in due giornate (la domenica e il lunedì mattina) così come era prassi fino a qualche anno fa in maniera anche da sfavorire assembramenti e lunghe code ai seggi.

Insomma, di lavoro per la commissione parlamentare ce n’è ancora molto. Vedremo cosa accadrà oggi.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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