Si è concluso l’incontro in streaming tra il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, il presidente del Bari Luigi De Laurentiis e il patron del Lecce Saverio Sticchi Damiani. Un breve dialogo per discutere sulla possibilità della riapertura degli stadi ai tifosi già per questo finale di stagione. I due presidenti avevano presentato un protocollo congiunto, redatto grazie alla consulenza di scienziati, per consentire un ritorno del pubblico in massima sicurezza e comunque in maniera contingentata.

Emiliano si è dichiarato subito favorevole all’ipotesi di riapertura degli stadi grazie anche ai positivi dati della Puglia sul contagio di Covid-19: “Preferiamo riaprire le attività in maniera controllata, piuttosto che lasciar languire interi settori in grande difficoltà, senza che nessuno stia intervenendo per remunerare i danni provenienti da questa situazione. – ha esordito Emiliano – Vogliamo garantire la ripresa delle attività in piena sicurezza. Siamo riusciti a tenere i dati della Puglia molto bassi. C’è una considerazione da fare, giocare a calcio non è solo un divertimento, ma ha anche dei risvolti economici”.

Per Sticchi Damiani la necessità è quella di riaprire gli impianti sportivi perché “quello che stiamo vivendo in questo periodo non ci piace, – ha detto – un calcio senza gente ha molto poco di spettacolare. Il nostro territorio non ha mai risposto con un numero di abbonati così alto come quest’anno, 20mila, un record assoluto. Abbiamo un obbligo morale di riaprire quantomeno agli abbonati, secondo i criteri previsti dal protocollo, anche se dovesse essere necessario un meccanismo di turnazione. Nostro malgrado abbiamo ripreso a giocare per concludere perché ce lo chiedeva il sistema. Abbiamo fatto un sacrificio ma non teniamo lontane le persone perché qui rischiamo di perdere la gente e senza gente il calcio perde valore”.

Allo stesso modo la pensa il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis: “Il nostro protocollo è un suggerimento, non siamo presuntuosi, vogliamo solo suggerire per agevolare la ripartenza.ha spiegato – Ricordo che gli stadi rispetto ad altri luoghi hanno norme restrittive, hanno profilazione, possiamo distanziare e far entrare e uscire le persone dallo stadio in modo sicuro. Per i prossimi mesi un dato certo è il fatto che la contingentazione degli stadi proseguirà e questo comporterà un danno economico rilevante. La ripartenza sta avvenendo perché il dato epidemiologico è positivo, questo è chiaro. Mi auguro che questo nostro protocollo possa aiutare e spingere verso la riapertura degli stadi”.

Fermare il calcio causerebbe grossi danni all’economia. Di questo ne è certo Emiliano che riconosce gli elevati standard di sicurezza degli stadi: “Limitando la capienza – ha detto – potremmo tentare. Si tratta poi di eventi all’aperto, i rischi di contagio sono prevalentemente al chiuso. Prenderemo in esame la vostra proposta, la inoltreremo al governo perché possa valutarne l’immediato recepimento. Il calcio ha sempre tenuto in grande considerazione la tragedia dell’epidemia, c’è però il desiderio di combattere il virus adottando le cautele necessarie al proseguimento delle attività”.

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