Ripartire è sempre molto complicato dopo un periodo di fermo pressocchè totale. Ed ora è tempo di ripartire, tra manifestazioni da riorganizzare, una programmazione turistica tutta da riscrivere e l’impegno di garantire ai propri cittadini la massima sicurezza possibile nella fruizione di un’estate appena iniziata ed ancora tutta da scrivere.
Ne parliamo con Aurora Bagnalasta (nella foto), Assessore del Comune di Crispiano, in provincia di TA, con la delega alla Cultura, ai Servizi sociali e alle Pari opportunità.
D.: Aurora, dal 2018, hai assunto l’onere di tre assessorati molto impegnativi, nonostante tu ricopra anche un incarico presso la Polizia Stradale. Come fai a conciliare tante attività, così onerose?
R.: Principalmente ciò che riunisce tutte le mie attività, e mi dà la forza, è la passione. E’ la radice comune a tutto ciò che faccio, sia del lavoro in assessorato, a cui dedico la maggior parte del mio tempo, sia di quello che svolgo nell’ambito della Polizia stradale. Ci sono delle condizioni ovviamente che me lo consentono, perché ho due figli già abbastanza grandi, ma ci vuole anche molta dedizione e costanza che ti inducono a perseverare di fronte alle non poche difficolta che si incontrano. Sono poi anche molto curiosa, e amo entrare in connessione con le persone, perché credo che le conoscenze arricchiscano sempre, nel bene e nel male.
D.: Quali differenze oggettive, ma anche sostanziali, trovi nei tre assessorati di cui ricopri la delega?
R.: La cultura è conoscenza, e mi è sempre appartenuta sin da ragazzina. Con il sociale e le pari opportunità si entra nella realtà della sofferenza. Di positivo c’è che attraverso la cultura si cerca anche di risolvere problematiche legate alla sfera sociale. Fino a qualche tempo fa la cultura era considerata un mondo di nicchia, destinato a pochi. Il mio impegno, inteso anche come sfida, è far approcciare alla cultura un po’ tutti, con l’obiettivo principale di scardinare quelle profonde, ma errate, convinzioni. Condivisa con l’Amministrazione comunale, è partita l’idea del salotto culturale, denominato “Gli amici di Diego”, dove si tengono mensilmente incontri durante i quali si sviscerano argomentazioni di vario genere. La durata è di circa un’ora e, per renderli più accattivanti e convincenti, si distinguono due momenti, il primo incentrato sulla didattica, partendo dalle emozioni scaturite nelle persone presenti e suggerite dall’opera d’arte presentata, che può essere un brano, una scultura, o altro; il secondo momento è quello emozionale, ed è dedicato alla disamina, a sviscerare le dinamiche che riguardano l’argomento oggetto di discussione. Speriamo di poter riattivare quanto prima questa iniziativa, risultata molto valida e motivante.
D.: In che modo ha affrontato la città di Crispiano le criticità che il coronavirus e la quarantena hanno procurato?
R.: La Pandemia Covid ha determinato un periodo tristissimo per tutti. Personalmente ho cercato di essere presente e vicina ai disagi dei cittadini, a cui ho permesso di contattarmi anche al mio cellulare. In Paese ci si conosce un pò tutti e, il sostegno morale di una voce amica, mi sembrava il minimo da offrire. Con l’Assessorato ai Servizi sociali, siamo partiti abbastanza presto con alcuni interventi, come l’attivazione del progetto alimentare “spesa solidale”, in favore delle famiglie indigenti, realizzato in collaborazione con la Caritas. L’attuazione di altre iniziative, ed il prosieguo del progetto alimentare, sono stati possibili anche grazie all’arrivo, in un secondo momento, di sovvenzionamenti da parte della Regione Puglia. Non è mancata la solidarietà da parte di molti cittadini privati che, con gran cuore e sensibilità, hanno lasciato nei supermercati prodotti alimentari pagati, in sostegno delle famiglie in difficoltà.
D.: Cosa è cambiato in questo periodo rispetto alla fruizione di eventi all’aperto, ma anche chiusi come musei teatri e altri? E’ prevista una ripresa?
R.: La pandemia ha significato un vero blocco per tutto e, soprattutto, per gli eventi in luoghi chiusi che prevedono la fisicità. Noi attualmente seguiamo, ma ci atterremo anche in seguito, alle linee guida della Regione Puglia che, opportunamente, impongono restrizioni. Per intenderci, le presenze dell’utenze nel rispetto delle norme vengono ridotte al 50% e questo significherebbe agevolare una persona e penalizzarne un’altra. Per non sacrificare nessuno, preferiamo rinviare in generale le iniziative e organizzarle in seguito in condizioni migliori.
D.: Crispiano gode di una grande realtà, che è anche una potenzialità, le “Cento masserie” immerse nella natura riconosciute come “Unicità” della Regione Puglia. Che attività, in prevalenza, vengono o verranno svolte?
R.: Si, le 100 masserie sono una identità forte per la città di Crispiano. Sono comprese in un “consorzio” che negli anni ’90 ha riscosso grande successo. Recentemente hanno vissuto una battuta d’arresto, ancora più penalizzata dall’emergenza. Io come assessorato, il Sindaco Luca Lopomo, nonché l’Amministrazione tutta, riteniamo quello delle masserie un “brand vincente” e intendiamo, come linea politica strategica di visibilità, e per un ritorno turistico ed economico in favore del territorio, lavorare su questo brand. Questa è una realtà premiante, non esistono altri luoghi con tale numerosa concentrazione di masserie. Stiamo lavorando su dei progetti che presto presenteremo alla Regione Puglia, tra cui quello del “Festival delle Cento Masserie”. Il progetto sarà curato da una cabina di regia che, in maniera sistematica, seguirà da vicino gli interessi comuni di tutte le masserie. Mantenere viva la rete è nell’interesse di incentivare la promozione delle antiche tradizioni di Crispiano e permettere alle Masserie di esprimersi attraverso le tante e diverse peculiarità.
D.: Aurora, come assessore alle Pari opportunità ti occupi anche di “violenza sulle donne?
R.: Per tale, complessa e delicata tematica mi avvalgo del conforto del qualificato Centro antiviolenza “Rompiamo il silenzio” e della sua presidente Angela Lacitignola, perché non può essere trattata come una pratica d’ufficio. Il Centro ha attivato una serie di servizi, tra cui le linee telefoniche, in questo momento difficile durante il quale le violenze domestiche si sono amplificate. Precedentemente al Covid, la problematica è stata più volte trattata nel “salotto culturale ed emozionale” dove, con modi delicati, alle vittime spesso bloccate nella loro condizione, si cerca di far fiutare il profumo della “libertà”. Importante è rompere il silenzio omertoso di un sottofondo malato, che in determinati ambienti rasenta la normalità.
D.: Ami scrivere e sei molto ispirata dalla poesia. Da dove nasce questa tua inclinazione?
R.: La poesia, come la scrittura in genere mi ha accompagnata da sempre. Da piccola ho sempre scritto diari giornalieri, in cui raccontavo le mie giornate. Credo che questo amore abbia radici paterne. Mio Padre, Diego, sognava di dare vita a qualcosa nell’ambito della cultura, e lasciarne traccia, ma la sua breve vita non glielo ha permesso. Personalmente ho partecipato a diversi concorsi di “Poesia” e ho scritto un libro. Quest’anno riceverò anche dei riconoscimenti. Curando l’assessorato alla cultura non potevo che mettere a disposizione queste mie peculiarità che mi hanno portata a bandire un concorso, aperto a tutti e con un tema libero. Ho già ottenuto patrocini da parte di diverse istituzioni locali, tra cui la Regione Puglia, il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio di Taranto, e la Pro loco regionale. Il regolamento è pubblicato sul sito del Comune di Crispiano e prevede come ultima data di presentazione dei lavori il 15 settembre. Io che sono una cultrice della memoria, tengo a precisare che l’iniziativa nasce per ricordare una ragazza, di nome Irene Petracca, venuta a mancare giovanissima a causa di un male incurabile. Irene fa da capofila a questo concorso, ma è destinato anche alla “memoria” di tutte le giovani vite spezzate prematuramente. All’interno del concorso è previsto un premio alla memoria di un caro dipendente comunale, anche lui morto prematuramente, di nome Tommaso Cervo.
D.: Una iniziativa che ha fatto eco è il gemellaggio tra il Comune di Crispiano e il Perù, sottoscritto nel 2019, in concomitanza con la celebrazione del Centenario dell’autonomia comunale.
R.: Di gemellaggi se ne fanno tanti, ma questo è il primo fatto con una località così lontana, e soprattutto con un Paese extra comunitario. Ha comportato un grande impegno l’affrontare problematiche risolvibili solo attraverso atteggiamenti fiduciari e di dialogo, che prescindono dagli standard classici della politica e dagli iter istituzionali. Nel 2018, subito dopo la mia nomina ad Assessore alla Cultura, ho ricevuto molte proposte di progetti. Tra questi mi ha affascinato da subito quello di Isabel Tapia, presidente dell’Associazione Ritmo Colory Sabor, di nazionalità peruviana, precisamente di Tarma, regione di Unin. Isabel vive con la sua famiglia a Crispiano, dove lavora anche da diversi anni, e che ama quanto il suo Paese. L’idea è nata da lei e dal suo sogno di vedere gemellati il Comune di Crispiano ed il Perù. Desiderio che si è trasformato in realtà grazie alla sua determinazione, impegnandosi in prima persona come in una vera missione, fino a vedere raggiunto l’obiettivo finale, la chiusura dell’accordo. Grande riconoscimento va alla Regione Puglia, all’Assessore all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, e al dirigente del Settore cultura Aldo Patruno, che hanno creduto nell’iniziativa sostenendo l’accoglienza delle Istituzioni peruviane interessate alla sottoscrizione, nella città di Crispiano. L’evento è stato coronato da una festa in piazza, la prima edizione del “Festival internazionale di Crispiano”, con lo scopo di coinvolgere l’intera comunità. In futuro potrebbero seguire altre edizioni del Festival, per celebrare l’evento di nuovi gemellaggi.
D.: Aurora tu credi ed ami fare rete? Spieghiamo ai lettori cosa intendi con questo?
R.: L’interscambio ha un valor enorme, è accettazione, e significa abbattere i muri della diversità. Credo che prima ancora dei rapporti istituzionali vengano i rapporti umani. La rete è questo, è la vera ricchezza. Amo condividere tutte le mie idee e miei progetti, perché ne sento la necessità, e perché penso che aiuti gli individui ad aprire i personali orizzonti, e a crescere.











