Non è un brutto Lecce quello visto oggi al Mapei Stadium. Ingenuo semmai, poco concentrato e poco combattivo nel finale, questo sì. Ma niente affatto brutto. Dimostra voglia di rimanere attaccato alla partita, dimostra la forza per reagire e rimontare due volte lo svantaggio, dimostra attenzione, per gran parte del match, in difesa contro un attacco formidabile come quello del Sassuolo. Tre come Caputo, Berardi e Boga poche squadre di metà classifica possono permetterseli. E i tre davanti fanno di tutto per non dare punti di riferimento e fare impazzire una difesa che già è la più battuta del campionato. Dopo aver retto, dunque, per quasi 80 minuti il Lecce prende due gol tanto pesanti quanto ingenui e torna dall’Emilia con zero punti e altri quattro gol al passivo. Resta ancora una volta un rigore generoso che consente al Sassuolo di realizzare il secondo gol, una disattenzione nei primi cinque minuti di gara e la poca cattiveria agonistica con la quale Falco e compagni a dodici dal termine gestiscono un’azione d’attacco concedendo palla agli avversari ed esponendosi al loro contropiede terribile.

La partita inizia col Sassuolo che fa del possesso palla la sua arma migliore, il Lecce è costretto a ripiegare dietro ricorrendo spesso ai falli per interrompere le trame emiliane.

Il Lecce fa capire che vuole offendere in contropiede lanciando Babacar, ma è il Sassuolo a passare in contropiede con un lancio che scavalca e sorprende la difesa leccese e con Caputo che non si fa trovare impreparato e batte Gabriel mettendo il pallone alle sue spalle e portando in vantaggio i suoi dopo solo 5 minuti. Saltano, dunque, i piani di Liverani che voleva addormentare la partita, per pungere in contropiede.

Nonostante il vantaggio, però, il tema del match rimane invariato. Tantissimo possesso e superiorità numerica per i padroni di casa, idee confuse e scarso agonismo per gli ospiti. Il Lecce non morde, tanto che al sedicesimo Ferrari devia sotto porta, quasi, a botta sicura ma viene fermato da Gabriel che compie un mezzo miracolo.

La prima azione degna di nota dei giallorossi arriva al minuto numero 24 con un duetto sulla fascia sinistra tra Farias e Calderoni che entrano in area ma non trovano nessuno pronto alla deviazione sotto porta. Segnali di risveglio? Direi proprio di sì perché dopo tre minuti Lucioni, dopo essere stato vicino a passare proprio al Sassuolo un anno fa, interviene alla perfezione e trova la deviazione vincente di destro su un calcio d’angolo proveniente dalla sinistra. Fino alla fine del primo tempo non succede altro degno di nota, a parte un tiro dalla distanza di Berardi ben controllato da Gabriel, ma l’atteggiamento giallorosso, ora, è almeno sufficiente e l’approccio alla partita è dotato di mordente e voglia di sudare.

Il secondo tempo parte con De Zerbi che manda in campo Djuricic al posto di Traorè e con Liverani che sposta Farias sulla destra. E il Lecce parte forte, aggredendo gli spazi e aumentando il pressing. Donati lotta e prende botte al tempo stesso ma dimostra, ancora una volta, di essere tra i migliori dei suoi. Farias ci prova dalla distanza, ma la conclusione è fuori specchio. Dopo qualche minuto ci riprova con uno spunto solitario trovando ancora una volta Consigli pronto. Il Sassuolo risponde al 60esimo con Muldur che prova dalla distanza a sorprendere Gabriel, ma la difesa leccese devia in angolo. Sul seguente calcio dalla bandierina secondo Massa Paz trattiene Ferrari, facendo fallo. L’arbitro, come in Lecce-Sampdoria, non si scomoda di andare a vedere al VAR cosa è successo e Berardi realizza. Un minuto dopo concede solo il calcio di punizione dal limite dell’area al Lecce per atterramento su Babacar. Questa volta, però, per fortuna del Lecce, decide di ascoltare i suoi collaboratori che seguono dal monitor. I quali, infatti, suggeriscono che il fallo è in area e che sì, si può concedere un rigore al Lecce. Liverani, che già stava facendo scaldare Mancosu, spiega all’8 che deve entrare e deve tirare il rigore. Nessuna paura per il capitano giallorosso che freddamente insacca. Siamo di nuovo in parità.

Al 78esimo Falco non gestisce bene un’azione d’attacco e il Sassuolo, dopo un flipper di rimpalli e una scellerata scelta difensiva di Tachtsidis che vorrebbe far rimpallare, dio solo sa perché, il pallone sul suo avversario, sfrutta il suo contropiede con Boga funambolico che salta l’incolpevole Mancosu e insacca. Dopo quattro minuti la difesa giallorossa si addormenta concedendo prateria a Muldur che sfrutta lo spazio e l’assist di Berardi e fa 4. La partita finisce praticamente così nonostante all’86’ Farias abbia la palla per dimezzare lo svantaggio ma il colpo di testa, su assist di Mancosu, è impreciso e Barak, come qualche giorno fa con la Sampdoria, dimostri di non volerne sapere di calciare in porta da buona posizione.

 

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Marco De Matteis
Giornalista pubblicista, scrive per PugliaIn dal 2018 e L'Edicola dal 2024. Laureato in Scienze della Comunicazione, ama tutto ciò che ha a che fare con l’estate. Gestisce una libreria nel cuore del Salento. Ama leggere e scrivere, e cura una piccola rubrica di recensioni on line, oltre che una rassegna letteraria "Libri in Terrazza". Gioca a tennis da quando aveva 7 anni, ed ora si è convertito giocando anche a Padel. Nel novembre 2020, per Editrice Salentina, pubblica "Il piano inclinato, #raccontidellaquarantena", il suo primo libro; nel luglio 2022, per Las Vegas Edizioni, esce "Ti ho trovato fra le pagine", di cui è uno degli autori; nel 2023 pubblica, per Capponi Editore, "Quattro anni in fumo".