Quel titolo, “Noi 4”, non è altro che il nome dei un suo gruppo su whatsapp, e non un gruppo qualunque, ma quello dove chatta con la moglie e i figli, loro quattro tutti insieme appunti. La rivelazione, Francesco Bruni (noto sceneggiatore de Il capitale umano, La prima cosa bella) l’ha fatta in conferenza stampa oggi al Bif&st, durante la presentazione del suo ultimo lavoro. “Il film non è altro che una trasposizione romanzata della mia vita di padre e marito”.
Almeno ha scansato la solita insopportabile domanda: quanto c’è di autobiografico in quello che ha scritto? Bene, di autobiografico c’è molto, ma non troppo, in questo film che è in concorso al Festival del Cinema di Bari (in corso fino al 28 marzo). E’ la storia di una famiglia borghese, come la sua d’altronde, dove la comunicazione è inframmezzata dallo squillo dei cellulari.
“Il tema è frequente nel cinema italiano”, sottolinea Maria Pia Fusco, sceneggiatrice e critica cinematografica per La Repubblica, nella conferenza di stamattina al teatro Margherita, “con quali toni la tua famiglia è rappresentata?”. “Drammatici e umorisitici, le due cose io non riesco a tenerle separate”, spiega Bruni, nel suo abito blu slim, spesso ammirato non solo per le sue sceneggiature, e aggiunge: “Quello che emerge dall’idea che io ho di famiglia è un senso di frustrazione, perché ogni nucleo familiare è una piccola democrazia, dove però il compromesso è inevitabile. Certo è però che vedo molte coppie di amici, separate, in cui però l’affetto e il feeling rimangono. Forse perché troppo facilmente buttiamo via i sentimenti come fossero degli elettrodomestici da comprare nuovi?”.











