Serve un cambio di rotta nel completamento delle opere della colmata Marisabella, presso il Porto di Bari.
Più comunicazioni e condivisioni soprattutto per le opere da realizzarsi tra le istituzioni ed i comitati dei cittadini, soprattutto per la presenza di acque pluviali «urbane» e di acque sotterranee interessanti la colmata e l’area urbanizzata prossima a essa e i meccanismi del loro smaltimento. Andrà poi anche effettuato uno sbancamento del “basamento roccioso carbonatico” costituente il fondale del porto prospiciente la colmata e la necessità di eliminare parte delle rocce carbonatiche del basamento del fondale ipotizzata per aumentare la profondità di pescaggio dell’area.
La SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) Sezione Puglia ha inviato richiesta formale all’Autorità Portuale del Mare Adriatico Meridionale finalizzata ad avviare un confronto tra la stessa Autorità e le Associazioni di protezione ambientale e la Consulta Comunale dell’Ambiente di Bari per affrontare e chiarire tutte le questioni di carattere tecnico-scientifico e ambientali rimaste aperte per il completamento della colmata di “Marisabella” di Bari.
Nella nota si chiede di mettere in atto meccanismi che permettano di poter accedere ai documenti e di poter esprimere liberamente le proprie opinioni tecnico-scientifiche e le valutazioni dei costi, intesi come consumo di risorsa naturale e sottrazione di benessere alla popolazione locale, e dei benefici generati dai progetti previsti per il completamento della Colmata.
“Siamo certi – dicono dalla Sigea – che con un confronto aperto e partecipato potrebbero essere spiegate e comprese l’utilità delle opere da completare, anche se presentano un “elevato costo” per il territorio e per l’ambiente. Tali scelte rivestono, come è facile immaginare, un ruolo importante nell’equilibrio, nel riassetto e nella riqualificazione del Sistema Urbano dell’Area Metropolitana di Bari”.
“È indispensabile, comunque che la cittadinanza attiva venga a conoscenza delle operazioni in essere e in divenire, anche per riaprire un dibattito chiuso da tempo, per fatti non legati a disattenzione, ma ad eventi contingenti. Noi siamo convinti assertori del fatto che le decisioni sulla Colmata di Marisabella, non possono e non devono passare solo attraverso decisioni verticistiche e tecnocratiche-economicistiche, ma essere il più possibile partecipate e condivise: il percorso descritto più lungo e più complesso, è a nostro avviso auspicabile e perseguibile, al momento e nel prossimo futuro, per un Paese che pensa alla tutela
dell’ambiente e al benessere dei suoi cittadini”.











