Il World Press Photo 2020, la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo, giunta alla 63esima edizione, si presenta quest’anno come un’ importante sfida non solo per superare le barriere fisiche da Covid 19, ma anche quelle culturali, attraverso il giornalismo visivo e narrativo di qualità. Il Teatro Margherita di Bari, si trasforma così fino al primo novembre, in una finestra sul mondo, in cui è possibile perdersi tra gli scatti dei più prestigiosi fotoreporter che hanno immortalato i recenti avvenimenti che hanno segnato la storia.
All’inaugurazione di ieri presenti il sindaco Antonio Decaro, l’assessora alle Politiche culturali e turistiche, Ines Pierucci e il Direttore generale Turismo e Cultura Regione Puglia, Aldo Patruno, insieme agli organizzatori pugliesi Cime, uno dei maggiori partner europei della Fondazione World Press Photo di Amsterdam. “Anche quest’anno torna il World Press Photo – dichiara il sindaco Antonio Decaro– sarebbe stato più facile mollare e dire ci vediamo all’anno prossimo, invece stiamo riconquistando i nostri spazi, ripartendo in sicurezza, adesso con questa mostra fotografica, prima ancora con il Bif&st, Bari piano Festival e le arene culturali. Per noi è importante ripartire con la cultura, ma anche riprendere lentamente la nostra quotidianità. Il World Press Photo rappresenta un’ occasione per venire in questo spazio espositivo, in un momento cruciale in cui non si può andare da altre parti del mondo. Attraverso queste immagini è come poter visitare i luoghi più nascosti e vedere quello che accade nel mondo, grazie al senso artistico e alla professionalità di tanti fotoreporter di fama internazionale”
La mostra diventa così un modo non solo per dare nuova luce al Teatro Margherita, ma rappresenta anche un simbolo di forza per la città, riportando la cultura al centro delle istanze del nostro territorio, dopo un lungo periodo di stallo. “È un onore ospitare nuovamente al Teatro Margherita la nuova edizione del World Press Photo– dichiara l’assessora Ines Pierucci- la mostra di fotogiornalismo diventa un modo per rispondere alla paura in una città che sta dimostrando grande resilienza”
Quest’ anno ad aggiudicarsi il premio “World press photo of the year 2020″è stato lo scatto dal titolo “Straight Voice”, realizzato dal giapponese Yasuyoshi Chiba (AFP). La fotografia è stata scattata a Khartum nel giugno del 2019 dopo il colpo di stato militare in Sudan contro la dittatura trentennale di Omar al- Bashir. Lo scatto ritrae un giovane, illuminato dalla luce di alcuni cellulari, mentre recita una poesia di protesta nel mezzo di un blackout, circondato da altri manifestanti che cantavano in coro gli slogan per richiedere il governo civile. Ricordiamo che l’11 aprile 2019, Al-Bashir è stato rimosso dal suo incarico, con l’insediamento di un governo militare provvisorio, mentre il 3 giugno le forze governative sparano sulla folla di manifestanti disarmati provocando morti e feriti. Il 17 agosto il movimento a favore della democrazia è riuscito ad ottenere un accordo sulla condivisione dei poteri con i militari. Yasuyoshi Chiba riesce in questa foto a immortalare la speranza e la lotta per i diritti negli occhi di un ragazzo stremato dalla dittatura e dai conflitti.
Tanti sono, inoltre, i temi affrontati: dalla cronaca di guerra alle manifestazioni per i diritti politici e civili; dalle conseguenze della crisi climatica ai devastanti incendi in California e in Australia fino al rischio di estinzione di alcune specie protette, per passare poi al tema dell’aborto e delle tematiche Lgbti, fino alla sindrome di rassegnazione nei bambini traumatizzati dai conflitti con uno spazio dedicato anche alle vittime prigioniere dell’Isis.


























