“Non è un buon inizio quello dell’assessore all’Agricoltura e non è un bel segnale quello della Regione Puglia, che negano ai sindacati un confronto circa le procedure concorsuali in Arif”.
È il giudizio della Cgil Puglia sul silenzio da parte dell’ente regionale circa le reiterate richieste e sollecitazioni avanzate in merito ad una reale valorizzazione della platea storica di somministrati da anni in missione presso l’Agenzia.
“Arif e Regione hanno completamente ignorato la richiesta della Funzione Pubblica e del Nidil di intervenire modificando alcuni aspetti del bando, ad oggi già presentato sul BURP, ma di imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”, denuncia il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo. “È inaccettabile che la Regione, nella persona dell’assessore Donato Pentassuglia, rifiuti il confronto con il sindacato, considerato che le procedure concorsuali potrebbero interessare circa 400 lavoratori in somministrazione, per i quali si prevedono debolissime forme di riconoscimento dell’esperienza lavorativa maturata attraverso flessibilità contrattuale”.
“Stanno venendo meno gli elementi fondamentali del corretto svolgimento delle relazioni sindacali. Non si può glissare su questo tema. Bisogna chiaramente dirsi se esiste o non esiste la volontà di dare sostanza agli impegni ed ai proclami della Regione Puglia, che in questo ultimo anno pubblicamente ha più volte dichiarato l’intenzione di intervenire riconoscendo professionalità e dignità del personale coinvolto. La fase di emergenza che attraversiamo deve costringere tutte le parti coinvolte ad un’assunzione di responsabilità sempre maggiore verso le i lavoratori dei nostri territori e le loro condizioni”, aggiunge Gesmundo.
“Continuiamo a credere indispensabile un confronto con l’Assessore e il Presidente”, concludono Domenico Ficco e Maria Giorgia Vulcano, rispettivamente segretari generali delle categorie del pubblico impiego e della somministrazione lavoro. “Non si può far finta di non vedere l’enorme apporto che questi lavoratori danno all’Azienda, correndo in questo momento il rischio di non vedersi riconosciuta una chance di conquista di una stabilità lavorativa attesa da anni. Dal canto nostro, siamo determinati a non lasciare nessuno indietro”.











